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Oggi torniamo in Valle Camonica, nei pressi del paese di Borno, per compiere un’escursione abbastanza classica verso il Lago di Lova.

Si tratta di un trekking che ho già percorso diversi anni fa, in pieno autunno, durante una giornata molto uggiosa che ha contribuito a conferire al bosco un’atmosfera decisamente particolare, ma che ha anche limitato parecchio la vista su tutte le montagne circostanti.

Le previsioni per oggi sono decisamente migliori: pieno sole per tutta la mattina e, forse, una leggera spolverata di neve nel primo pomeriggio.

Importanti nevicate non si vedono ormai da diverse settimane e il tracciato dovrebbe essere completamente sgombro dalla neve, perlomeno lungo tutto il primo tratto. Superato il lago e dirigendosi verso il Passo Mignone, invece, non escludo che la neve possa essere un po’ più profonda; nello zaino preparo quindi sia i ramponcini sia le ciaspole, in modo da essere preparato a ogni evenienza.

La sveglia è impostata abbastanza presto, viste le poche ore di luce di questi giorni. Non ci resta che partire.

Trekking lago di Lova e passo Mignone in inverno

Sommario – Trekking lago di Lova e al Passo Mignone in inverno:

Descrizione Breve – Escursione lago di Lova e al Passo Mignone in inverno:

Il tracciato ha inizio nel paese di Borno, dove sono presenti diversi parcheggi gratuiti. Lasciare l’auto in centro paese implicherebbe tuttavia un leggero allungamento dell’escursione; per questo motivo il consiglio è quello di spostarsi verso i parcheggi della chiesetta di San Fiorino, in via Milano.

Da qui si imbocca l’evidente strada cementata che risale lungo la sinistra della chiesa, si raggiunge via Navertino e si continua dritti, oltre il Bar Trattoria Camere Navertino.

Giunti a un evidente cartello viene indicata la possibilità di proseguire dritti sulla strada, con una successiva deviazione su sentiero a causa di una frana, oppure di girare a destra e raggiungere il lago lungo la strada secondaria. Ovviamente c’è anche la possibilità di salire da una parte e scendere dall’altra.

Proseguendo dritti, la strada cementata e asfaltata sale molto ripida tra pascoli e cascine, restando sempre lungo il limitare del bosco.

Presto si supera un’area pic-nic con una piccola cappella e, da questo punto in poi, ci si immerge in un fitto bosco di abeti. La strada diventa leggermente più dolce e conduce in località Ponte di Pacì. Nell’inverno 2026 questo tratto di strada era ancora bloccato da una frana e i cartelli invitavano a deviare a sinistra lungo un percorso alternativo nel bosco.

Risalendo sul nuovo tracciato si guadagnano rapidamente diversi metri di quota, si percorre un tornante e si punta poi dritti in mezzo al bosco, con l’obiettivo di ricollegarsi alla strada principale in zona parcheggio Cambrusì.

Il tracciato si fa presto molto ripido e sconnesso, ma in poco tempo si raggiungono nuovamente la mulattiera e la zona adibita a parcheggio. Tornando indietro lungo la strada ci si avvicina ora al Lago di Lova, passando prima in un’ampia radura e poi raggiungendo le sue sponde, nei pressi dello Chalet Lova.

Qui si può percorrere il vasto pianoro dove sorge il lago per poi proseguire lungo il sentiero CAI 103 in direzione del Passo Mignone. La strada si mantiene larga, ma è ora completamente innevata e, con morbidi tornanti, inizia a risalire il bosco. Attorno ai 1400 metri di quota il sentiero spiana un po’, si mantiene a mezzacosta e prosegue rapidamente verso il passo.

Superata la linea degli alberi si aprono le prime belle viste sulle montagne che circondano questa zona e sulla vallata appena percorsa. Ancora pochi minuti di cammino e si raggiungono il passo, una zona pic-nic e l’agriturismo Malga del Benessere Zani.

La zona può già essere considerata un ottimo punto di arrivo; per allungare ancora un po’ l’escursione si può tuttavia proseguire oltre lungo il sentiero, perdere un po’ di quota e uscire su una radura nei pressi di Malga Onder.

Da qui la via del ritorno è la stessa percorsa durante l’andata. L’unico accorgimento potrebbe essere quello di imboccare, una volta raggiunto il Lago di Lova, un sentiero alternativo per il rientro, realizzando così un piccolo anello. Giunti nei pressi dello Chalet Lova si prende quindi il sentiero CAI 109, che costeggia tutto lo specchio d’acqua fino a portarsi sul lato opposto del lago. Qui si imbocca l’evidente strada che scende nel bosco, sempre segnata 109, con la possibilità di rimanere sull’asfalto oppure di compiere qualche breve deviazione lungo tratti di sentiero più ripidi e diretti.

In poco meno di un’ora si ritorna alla deviazione iniziale e da qui al parcheggio della chiesetta di San Fiorino.

Trekking lago di Lova e passo Mignone in inverno

Dati tecnici – Lago di Lova in inverno

DifficoltàE – Escursionistico
Durata5:00 (A/R)
AnelloSi
Distanza10.5 Km
Dislivello730 m
Sentieri109
103
TipologiaTrekking
Data07/02/2026
Scheda tecnica

Mappa – Trekking lago di Lova e al Passo Mignone in inverno

Questo articolo nasce con l’intento di ispirare e informare. I luoghi che racconto sono ambienti alpini delicati, che meritano attenzione e rispetto.

Prima di metterti in cammino, ti invito a:

  • 🌤️ Verificare le condizioni meteo, lo stato dei sentieri e la possibile presenza di neve o ghiaccio.
  • 🗺️ Informarti presso fonti ufficiali come uffici turistici, guide alpine, rifugi o il sito del CAI.
  • 🧗 Valutare con onestà se il percorso è adatto al tuo livello di allenamento e di esperienza in ambiente montano.

📍 La traccia GPX e i dati tecnici che condivido sono strumenti utili, ma non sostituiscono il buon senso, l’attenzione e la preparazione.

⚠️ Se puoi, evita i periodi di massimo afflusso: le giornate feriali o le stagioni meno frequentate offrono un’esperienza più autentica e riducono la pressione sull’ambiente.

💚 Infine, ricorda che ogni nostra presenza lascia un segno. Cammina con leggerezza:

  • resta sul sentiero,
  • non lasciare rifiuti,
  • non disturbare la fauna,
  • e se puoi… porta via anche ciò che altri hanno dimenticato.

Mappa dell’escursione: Trekking Lago di Loca e Passo Mignone in inverno

Trekking lago di Lova e passo Mignone in inverno
Trekking lago di Lova e passo Mignone in inverno

Migliore App mappe offline per il trekking: Recensione Mapy.cz – La migliore App per il trekking (stefanopoma.it)

Parcheggio per il lago di Lova a Borno

Impostato il navigatore verso Borno, raggiungiamo il paese senza particolari problemi: la strada che collega la Valle Camonica al paese è infatti sempre molto larga e ben tenuta.

Iniziando a passare tra le case e percorrendo in auto la via principale, notiamo immediatamente che la neve che, diverse settimane fa, ricopriva tutta questa zona è ormai completamente scomparsa. Rimangono soltanto alcune lingue bianche di ghiaccio nelle zone più alte del bosco e sui monti che ci circondano.

La cosa non mi dispiace: perlomeno siamo certi che tutta la prima parte del sentiero sarà libera da ghiaccio e neve e, di conseguenza, sarà decisamente più facile raggiungere il lago. Gli impianti sciistici della zona risultano comunque aperti e oggi si terranno anche diverse gare, quindi non escludo che, superata una certa quota, anche sul nostro sentiero comparirà un po’ di neve.

Nei pressi del centro storico esistono svariati parcheggi, che permettono di visitare il paese a piedi, prendere qualcosa negli alimentari locali, fermarsi in un bar o chiedere indicazioni al centro turistico.

Parcheggi principali:

Noi decidiamo di fermarci al primo; essendo arrivati qui molto presto, iniziamo una breve passeggiata tra le strette strade del centro storico, ci fermiamo per prendere un cappuccino e una brioche e, dopo aver chiesto conferma all’ufficio turistico riguardo al tratto alternativo che evita la frana lungo il sentiero, torniamo alla macchina.

Iniziare il trekking dal centro storico aggiungerebbe diverse centinaia di metri in salita all’intera escursione, quindi optiamo per raggiungere via Milano e lasciare l’auto in uno degli ultimi spiazzi della via, che a febbraio 2026 risultavano tutti gratuiti.

La giornata, seppur soleggiata, è ancora abbastanza fredda e la possibile presenza di neve ha probabilmente scoraggiato la maggior parte degli escursionisti. Giunti al parcheggio della chiesetta, lo troviamo completamente vuoto e siamo gli unici a indossare gli scarponi e a iniziare a incamminarci lungo la strada che porta al Lago di Lova.

Trekking lago di Lova e passo Mignone in inverno

Salita lungo la mulattiera e deviazione per evitare la frana

Indossati gli scarponi e fissate le ciaspole allo zaino, siamo pronti per metterci in cammino. L’aria è abbastanza fresca, ma il cielo completamente sereno e il sole che colpisce già tutti i prati ci fanno subito capire che, durante tutto il primo tratto, la temperatura si alzerà molto.

Tenendo alla nostra destra la chiesetta, risaliamo lungo la mulattiera, passando accanto agli ultimi campi del paese, oggi tappezzati da erba giallognola. In lontananza si vede già il fitto bosco di abeti che si arrampica sulle montagne fino a raggiungere l’area dove sorge il Lago di Lova; alle nostre spalle, invece, si apre una vista parziale sul paese di Borno e su alcuni tratti del Monte Altissimo.

Presto ci congiungiamo con l’asfalto di via Navertino, dove sono presenti altri parcheggi, anche questi quasi completamente vuoti, e dove sorge la Trattoria Navertino. Il profumo che esce dalle finestre è molto invitante, ma abbiamo appena finito di fare colazione: magari faremo una tappa sulla via del ritorno.

Poco oltre la trattoria un cartello indica chiaramente le due possibilità per raggiungere il Lago di Lova:

  1. proseguendo dritti, la strada è stata interrotta da una frana e lungo il sentiero alternativo possono passare solo pedoni e biciclette;
  2. a destra vi è invece la strada alternativa, percorribile anche da veicoli a motore, seppur con limitazioni.

Noi optiamo per salire proseguendo dritti, per poi scendere al ritorno dalla strada alternativa.

Iniziamo quindi a camminare in pendenza su un tratto cementato dove, a lato della strada, si trovano ancora alcuni piccoli cumuli di neve. Il tracciato ci conduce presso un paio di cascine, rimanendo sempre tra il limitare del bosco e i numerosi campi recintati di questa zona di Borno.

Partire con tutta questa pendenza non è certo piacevole, ma con ancora molta energia nelle gambe proseguiamo senza fermarci fino a giungere a una piccola cappella con diversi tavoli in legno e panchine. Qui il sentiero spiana un po’ e inizia a immergersi nell’ombra del fitto bosco; di colpo la temperatura crolla e quasi tutta la strada si ricopre di un sottile strato di neve e ghiaccio. Facendo un po’ di attenzione riusciamo a poggiare i piedi nei pochi tratti liberi dalla neve e proseguiamo senza particolari problemi.

Gli alberi sono quasi completamente secchi e l’erba dei campi, colpita dai raggi del sole, si tinge di un colore giallognolo. Il paesaggio è abbastanza smorto e i colori non sono ancora vicini a quelli di inizio primavera; non cogliendo quindi particolari spunti paesaggistici degni di nota, proseguiamo senza fermarci, risalendo rapidamente questo tratto di sentiero nel bosco.

Presto ci troviamo di fronte al cartello che segnala la deviazione per evitare il tratto franato. Segnalo che, ad oggi, quasi nessuna mappa online riporta in maniera chiara il successivo tratto alternativo di sentiero: credo sia stato creato proprio appositamente per aggirare la frana e, di conseguenza, è difficile trovarlo rappresentato.

Deviamo a sinistra e iniziamo a risalire lungo un tracciato terroso abbastanza ripido e stretto, che taglia nel mezzo del bosco. Fortunatamente questa sezione risulta essere molto esposta al sole e, di conseguenza, in tutto il primo tratto non troviamo quasi nessun lastrone di ghiaccio.

Giunti a una curva sulla sinistra, però, il sentiero inizia a prendere più ombra e gli accumuli di neve si fanno abbastanza evidenti. Questa continua alternanza tra zone ricoperte di neve e tratti completamente liberi rende un po’ complicato mettere i ramponcini, perché bisognerebbe continuare a indossarli e toglierli.

Facendo quindi un po’ di attenzione proseguiamo oltre, immergendoci sempre più nel bosco. Qui inizia il tratto probabilmente più ripido dell’intera escursione, e anche il più pericoloso in caso di ghiaccio. Ci troviamo davanti a circa 150 metri di salita su roccette, con una pendenza abbastanza importante e diverse sezioni coperte dalla neve. Fortunatamente, rimanendo a lato del sentiero, il terreno risulta essere completamente asciutto; qualche settimana fa, invece, sarebbero stati assolutamente necessari i ramponcini.

Dopo questo breve tratto ci ritroviamo nei pressi di un’abitazione e il sentiero si ricongiunge finalmente alla strada principale.

Trekking lago di Lova e passo Mignone in inverno

Arrivo al Lago di Lova

Il sole è ormai alto e dalle fronde degli alberi entra una piacevole luce calda che illumina tutto il paesaggio davanti a noi. Il verde intenso degli alberi entra in perfetto contrasto con il rossastro della terra e degli aghi caduti al suolo; a questo si aggiungono ampie lingue di terreno completamente imbiancate dalla neve.

Camminando sul terreno bagnato iniziamo a discendere lungo la strada e finalmente decidiamo di indossare i ramponcini, dato che neve e ghiaccio sembrano destinati ad accompagnarci da questo punto in avanti per l’intero sentiero.

Raggiunta una piccola radura, riusciamo finalmente a renderci conto di parte del paesaggio che ci circonda, con una bella veduta che si apre su parte del Pizzo Camino (2.497 m), la montagna più alta di questa zona e che, in diversi punti dell’escursione, potrà essere ammirata da prospettive differenti.

Lasciato il prato, proseguiamo in discesa lungo una strada che torna a essere molto larga, superiamo alcuni alberi e dopo pochi minuti raggiungiamo la sponda del Lago di Lova e lo Chalet Lova, oggi chiuso. Il lago sorge su un ampio altopiano pianeggiante, dove si trovano alcune baite e diverse aree attrezzate per il pic-nic. Passeggiando in questa zona è quindi possibile muoversi lungo tutta la radura, ammirando lo specchio d’acqua da diversi punti di vista e angolazioni.

Il lago è di origine artificiale e a sud è chiuso da una piccola diga recintata, che di fatto rende inaccessibile tutta la costa meridionale dello specchio d’acqua.

Decidiamo di fare una breve pausa e uscire momentaneamente dal sentiero principale per fare due passi lungo il pianoro completamente innevato; qui probabilmente è caduta un po’ di neve fresca non troppo tempo fa, perché il manto è ancora morbido e fuori dai tratti battuti si sprofonda abbastanza.

Lo spettacolo del lago è decisamente diverso rispetto a quello di cui si potrebbe godere in tarda primavera o in piena estate, con i suoi riflessi e i colori bluastri. Oggi l’acqua è quasi completamente ghiacciata e ricoperta da un sottile strato di neve; se non fosse per l’evidente forma del territorio e per le poche zone attorno alla costa dove il ghiaccio si sta già un po’ sciogliendo, l’intero specchio d’acqua potrebbe quasi passare inosservato.

Tornando verso il sentiero 103 il mio sguardo viene catturato dai numerosi spiazzi al sole, dai diversi tavoli, dalle postazioni per il fuoco, dalle malghe e dalle belle aree boscose che ci circondano. Oggi è tutto chiuso e oltre a noi c’è solo qualche escursionista; in piena estate, invece, deve essere un luogo decisamente frequentato e perfetto per passare una giornata rilassante al fresco.

Escursione lago di Lova e paso Mignone in inverno

Salita al passo Mignone dal Lago di Lova

L’ora di pranzo è ancora molto lontana, quindi puntiamo verso il sentiero CAI 103 che, dallo Chalet Lova, inizia a risalire il pianoro dove ci troviamo fino a raggiungere il Passo Mignone.

Il tracciato che imbocchiamo è ancora abbastanza largo e probabilmente in estate diventa una bella ciclabile; oggi però, per via della neve, vi si passa soltanto a piedi o con ciaspole e sci.

Superato un torrente e le ultime baite, il sentiero piega a sinistra e inizia a risalire ripido nel mezzo del bosco; qui i ramponcini sono fondamentali. Poco dopo devia nuovamente a destra e prosegue a mezzacosta attorno ai 1.400 metri di quota.

Il paesaggio è semplicemente fenomenale, con le chiome degli alberi illuminate dai raggi del sole e la neve che ricopre tutto il sentiero, attutendo e assorbendo i nostri passi e lasciandoci immersi in un piacevolissimo silenzio.

Camminando, il livello del manto nevoso si alza sempre di più e gli alberi, prima completamente privi di neve, iniziano a ricoprirsi di piccole macchie bianche. Evidentemente, da questa quota in poi, ci devono essere state delle piccole precipitazioni nevose anche nei giorni scorsi.

Procedendo in leggera salita superiamo la linea degli alberi e, voltandoci verso il sentiero, possiamo ammirare dall’alto la bella sagoma del Lago di Lova, con alle sue spalle il profilo del Monte Altissimo. È una delle prime vedute veramente aperte di questa escursione, che fino a questo momento ci aveva abituato a paesaggi più chiusi e parzialmente nascosti dal bosco.

Ormai ci siamo: abbiamo superato i 1.500 metri di quota e davanti a noi gli alberi sono quasi completamente scomparsi. Ancora un piccolo sforzo e ci troviamo nello spiazzo dove sorge il Passo Mignone, segnato dalla presenza di una piccola santella.

A questo punto i piedi iniziano a sprofondare completamente nella neve ed è giunto il momento di passare alle ciaspole. Il tracciato è decisamente meno battuto e ogni passo rischia di farci affondare fino al ginocchio.

Escursione lago di Lova e paso Mignone in inverno

Pranzo e malga Onder

Superata la santella raggiungiamo una piccola area con alcuni tavoli e, alla nostra destra, individuiamo l’Agriturismo Malga del Benessere Zani. Le finestre chiuse e l’assenza di fumo dal camino non sono un segnale molto positivo: speravamo di poterci fermare per un caffè caldo e una fetta di torta. Avvicinandoci alla struttura non possiamo fare altro che confermare che è effettivamente chiusa, così cerchiamo una zona parzialmente riparata dal vento e ci fermiamo brevemente per mangiare qualcosa.

La vista da qui non è assolutamente male: a ovest il Pizzo Camino continua a dominare l’intero paesaggio, a sud si vede la morbida cima del Monte Mignone, mentre a nord, tra gli alberi, spuntano imponenti pizzi rocciosi che superano abbondantemente i 2.400 metri di quota, dominati dal Cimone della Bagozza.

Il venticello fresco, la neve che ricopre tutto e queste imponenti montagne davanti a noi sembrano rallentare il tempo e farci passare la voglia di rimetterci in cammino. Stando fermi, però, si inizia a sentire anche il freddo, così dopo qualche minuto di pausa decidiamo di tornare verso il Passo Mignone.

Qui individuiamo una bella bacheca che descrive un percorso con le ciaspole di 3,3 km tutt’attorno a questa zona. Non essendo ancora arrivata l’ora di tornare, decidiamo di aggiungere qualche chilometro alla nostra escursione, percorrendo un tratto di questo itinerario, almeno fino a Malga Onder.

La strada è ancora molto evidente e, superato il passo, si tuffa in discesa all’interno del solito bosco. Con le ciaspole camminiamo bene, ma man mano che si perde quota il livello della neve cala parecchio e la camminata diventa sempre più agevole.

Nel giro di venti minuti ci troviamo comunque lungo l’ultimo tratto di discesa, con una bella veduta tra gli alberi che si apre sul Pizzo Camino, per poi giungere allo spiazzo dove sorge Malga Onder. La zona qui è incredibilmente aperta, con tutto il massiccio roccioso del Cimone della Bagozza che si staglia davanti a noi. Queste montagne le avevo sempre viste dal loro versante di Schilpario e non mi era mai capitato di poterle ammirare da questa posizione.

Per quanto non sarebbe male proseguire oltre, dato che non conosciamo il sentiero, decidiamo che per oggi abbiamo fatto abbastanza e così iniziamo a risalire il tracciato per tornare sui nostri passi.

Escursione lago di Lova e paso Mignone in inverno

Ritorno lungo il sentiero alternativo

La via del ritorno ricalca lo stesso tracciato dell’andata, con però la possibilità di imboccare un percorso alternativo una volta giunti al Lago di Lova. Nella mia descrizione riprenderò quindi proprio dal ritorno al lago.

Giunti al Lago di Lova, invece di tornare lungo il tratto che conduce allo Chalet Lova, decidiamo di percorrere tutta la costa e scendere lungo il sentiero CAI 109.

La costa del lago è completamente imbiancata; sono comunque presenti alcune panchine e tavoli posti in una posizione davvero privilegiata per poter osservare per intero il lago dalla sua costa est. Direi che è il posto giusto per riprendere brevemente fiato, togliere le ciaspole e indossare nuovamente i ramponcini.

Salutato il lago, ci rimettiamo in cammino scendendo lungo il sentiero CAI 109, che funge anche da strada per i mezzi motorizzati autorizzati. Il tracciato è quindi sempre molto largo e non eccessivamente ripido, consentendo di scendere con relativa tranquillità e rapidità.

Dopo nemmeno 200 metri di cammino, comunque, quasi tutta la neve scompare. Possiamo quindi toglierci già i ramponcini e procedere ancora più spediti lungo il sentiero.

La strada principale in questo tratto affronta la discesa tramite morbidi e ampi tornanti; aprendo una mappa è però possibile individuare diversi tratti secondari che tagliano completamente questi tornanti, velocizzando incredibilmente la discesa. Non trovando particolarmente interessante il paesaggio in questo tratto ed essendo forse anche leggermente in ritardo sulla tabella di marcia, decidiamo di imboccare queste scorciatoie che, tramite tratti un po’ ripidi e discese lungo ampi prati, ci conducono rapidamente verso via Navertino, proprio nel punto in cui questa mattina avevamo visto il cartello che segnalava le due possibilità di salita.

Da qui bastano ancora pochi minuti per raggiungere il parcheggio, concludendo così la nostra escursione.

Atmosfere invernali sul Lago di Lova con le ciaspole

Consigli fotografici – Lago di Lova in inverno con le ciaspole

Vista sul Pizzo Camino lungo il sentiero 📍45°57’58.0″N 10°12’18.1″E

Usciti dal bosco, nella prima parte del sentiero, iniziano ad aprirsi i primi scorci sul Pizzo Camino e sulle montagne circostanti. La vista sulla montagna si coglie soprattutto nei pochi spiazzi erbosi e dalle sponde del lago; per tutto il resto del percorso, invece, il bosco tende a coprire quasi completamente queste vedute.

Sponde del lago di Lova 📍45°57’56.3″N 10°12’41.8″E

Il Lago di Lova non può essere costeggiato interamente, ma ci sono comunque diverse sezioni molto aperte da cui è possibile ammirarlo quasi per intero, cogliendo bene anche i boschi che lo circondano e le montagne più alte completamente imbiancate.

Vista panoramica vallata e lago di Lova 📍45°58’30.8″N 10°12’32.9″E

Poco prima del Passo Mignone, lungo il sentiero CAI 103, si apre una bella veduta sul Monte Altissimo e sul sottostante Lago di Lova, già superato in precedenza durante la salita.

Spiazzi attorno al passo Mignone 📍45°58’40.4″N 10°12’44.5″E

La zona pianeggiante del Passo Mignone è perfetta per qualche fotografia, concentrandosi sulle varie malghe e sugli ampi panorami incorniciati da montagne che superano i 2.500 metri di quota.

Vista sul Pizzo Camino lungo il sentiero per malga Onder 📍45°58’52.4″N 10°12’34.2″E

Bella sezione immersa nel bosco, con alcune aperture che regalano ottimi scorci sulla parete rocciosa del Pizzo Camino.

Galleria fotografica – Escursione lago di Lova e passo Mignone

Tutti gli scatti di questa uscita sono anche visibili in alta risoluzione sulla mia pagina Facebook: Galleria fotografica – Trekking Lago di Lova e Passo Mignone in inverno

Conclusioni e consigli – Trekking lago di Lova e passo Mignone

Il sentiero proposto consente di raggiungere diversi punti panoramici attorno al Lago di Lova, oltre ad aree pic-nic e rifugi dove potersi fermare a mangiare con una splendida vista sui monti della Valle Camonica.

Il paesaggio tende ad aprirsi in modo deciso solo una volta raggiunto il Lago di Lova, mentre buona parte del tracciato si sviluppa all’ombra di un fitto bosco, lungo tratti anche abbastanza ripidi. Questo aspetto, unito al dislivello e alla lunghezza complessiva, fa sì che il trekking completo non possa essere consigliato a chiunque. Un buon allenamento è sempre consigliato, soprattutto se lo si vuole affrontare in periodi in cui potrebbe esserci un po’ di neve o ghiaccio.

La struttura del sentiero permette tuttavia di spezzare l’escursione a metà strada, limitandosi al raggiungimento del lago o del Passo Mignone. Con meno chilometri e un dislivello più contenuto, il tracciato può quindi essere affrontato con maggiore tranquillità, consentendo di raggiungere il lago anche a chi non è particolarmente allenato, pur restando presenti i tratti ripidi della prima parte.

⚠️ Ricorda sempre che l’ambiente innevato in montagna può nascondere pericoli non sempre evidenti, soprattutto dopo forti nevicate o accumuli instabili. Prima di affrontare un’escursione su neve è fondamentale valutare con attenzione le condizioni e portare con sé tutto il materiale tecnico necessario.

Ciaspole e ramponcini si rivelano quasi sempre indispensabili in presenza di ghiaccio o neve anche solo parziale.

Acqua lungo il sentiero

A febbraio 2026 non ho trovato alcuna fontanella aperta lungo il sentiero (probabilmente per via del ghiaccio). Usando Mapy comunque vengono segnate diverse fontanelle lungo il sentiero.

Ti consiglio di utilizzare questa applicazione per visualizzare rapidamente tutte le fontanelle attorno alla tua posizione: Recensione Mapy.cz – La migliore App per il trekking (stefanopoma.it)

Atmosfere invernali sul Lago di Lova con le ciaspole

Periodo consigliato

  • Primavera: ✅Attenzione alla possibile presenza di ghiaccio
  • Estate:
  • Autunno: ✅Attenzione alla possibile presenza di ghiaccio
  • Inverno: ⛔ Attenzione a ghiaccio e neve

Link e riferimenti utili

PRO e COTRO e Valutazione

👍Pro:

  • Belle vedute dal lago di Lova in poi
  • Possibilità di spezzare il sentiero a seconda delle esigenze
  • Diversi punti ristoro e aree pic-nic (quando aperti)

👎Contro:

  • Diverse sezioni nel bosco abbastanza monotone
  • Alcuni tratti ripidi e potenzialmente complicati in caso di presenza di ghiaccio

Valutazione

Voto3.5/5
Segnaletica4.5/5
Difficoltà3/5
Paesaggio3.5/5

Webcam attorno al Lago di Lova

Gli impianti sciistici di Borno dispongono di diverse webcam che possono essere utili per avere un’idea della situazione neve del territorio. Le webcam sono però concentrate sugli impianti e non riescono a inquadrare chiaramente la zona del lago di Lova e del passo Mignone.

Webcam monte Altissimo: webcam

Q&A – Trekking Lago di Lova in inverno

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Alcune delle foto che vedi in questo articolo sono state scattate e post-prodotte da @stefanodosselli (pagina Instagram).

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