Oggi voglio tornare a fare un trekking che avevo già provato l’anno scorso, ma, complice la fitta nebbia e la neve che copriva ancora alcuni tratti dei sentieri, non ci siamo goduti molto l’escursione e non abbiamo visto praticamente nulla del panorama attorno a noi.
L’obiettivo è tornare in Valle Imagna e partire da Fruipiano, da dove si estende il comodo sentiero che porta in località Tre Faggi. Dall’altare e dall’iconico monumento che sorge in quella zona si sviluppa poi un sentiero in cresta che collega diverse morbide cime, fino a giungere a un agriturismo. Da lì, una semplice strada dovrebbe facilmente consentirmi di chiudere l’anello.
Sono veramente curioso delle vista che si avrà lungo i punti panoramici, la giornata di oggi si preannuncia particolarmente limpida e pochi giorni fa ci sono state forti precipitazioni che sicuramente hanno imbiancato un po’ le montagne più alte.
Preparo quindi vestiti e zaino e, ancor prima dell’alba, mi metto in viaggio, direzione Fruipiano Valle Imagna.

Sommario: Trekking Tre Faggi Valle Imagna da Fruipiano Valle Imagna
- Sommario: Trekking Tre Faggi Valle Imagna da Fruipiano Valle Imagna
- Descrizione Breve: Trekking Tre Faggi Valle Imagna
- Dati tecnici – Escursione Tre Faggi Valle Imagna da Fruipiano Valle Imagna
- Mappa – Sentiero ad anello Tre Faggi Valle Imagna
- Dove parcheggiare a Fruipiano Valle Imagna
- Salita iniziale nel bosco di faggi
- Arrivo ai Tre Faggi e alla Madonnina
- Sentiero in cresta fino a località I Canti
- Salita allo Zucco di Valmana, la cima più alta del giro
- Pranzo all’agriturismo Costa del Palio
- Ritorno verso Fruipiano Valle Imagna
- Consigli fotografici – Escursione Tre Faggi Valle Imagna
- Galleria fotografica – Trekking Tre Faggi Valle Imagna
- Conclusioni e consigli – Trekking Tre Faggi Valle Imagna
- Periodo consigliato
- Link e riferimenti utili
- Valutazione
- Webcam Sentiero Tre Faggi Valle Imagna
- Q&A – Sentiero Tre Faggi Valle Imagna
- Apprezzi il mio lavoro e vuoi supportarmi?
- Dove seguirmi? Vuoi restare aggiornato?
Descrizione Breve: Trekking Tre Faggi Valle Imagna
Il giro ad anello che porta a raggiungere i Tre Faggi in Valle Imagna può essere personalizzato e variato molto in base alle proprie esigenze e al livello di allenamento. La versione proposta è probabilmente una delle più complete; ovviamente nulla vieta di prendere spunto da questo trekking eliminando alcune sezioni, chiudendo quindi prima l’anello.
Si parte dal paese di Fruipiano Valle Imagna, dove sono disponibili diversi parcheggi gratuiti lungo via Milano. In alternativa è sempre possibile parcheggiare direttamente in paese, ma questo allungherebbe leggermente la lunghezza complessiva dell’escursione.
Lasciata l’auto si risale la strada lungo il sentiero 579, per poi deviare a destra lungo il tracciato 579A, con evidenti indicazioni per i Tre Faggi.
Il tracciato, in questa sezione, è una larga mulattiera che sale dolcemente lungo il versante della montagna, attraversando bei boschi di faggi e ampie zone aperte che permettono di ammirare il Resegone per intero.
Superato un gruppo di baite e un bivacco si piega a sinistra e si affronta l’ultimo tratto di salita tramite un classico sentiero di montagna, fino ad arrivare in località Tre Faggi. Qui si trova la Madonnina dei Tre Faggi, un particolare monumento che circonda l’altare centrale e, ovviamente, i tre grandi alberi che danno il nome al luogo (di due di questi oggi rimane solamente la base).
Facendo attenzione a prendere il sentiero corretto, si rimane ora sulla cresta del morbido monte sul quale ci troviamo e si prosegue lungo il tracciato CAI 571. Con alcuni saliscendi il sentiero guadagna leggermente quota, supera lo Zucco di Pralongone e prosegue all’ombra del fitto bosco di faggi.
Rimanendo sempre in cresta e seguendo l’evidente sentiero, inizia una lunga sezione quasi pianeggiante dove si susseguono bei scorci panoramici sulla Valle Imagna, sul Resegone e sulla Grigna.
Alternando tratti boscosi e sezioni su roccette, si giunge a un’ampia zona prativa, dalla quale si piega a destra per salire verso la Madonnina dei Canti, punto panoramico estremamente aperto e privilegiato su tutte le Orobie bergamasche.
Da questo punto il sentiero 571 inizia una lunga e ripida discesa, prima tra i prati e successivamente nel fitto bosco, fino a raggiungere la località Bocca del Grassello. Qui si individuano i primi cartelli che indicano lo Zucco di Valmana.
Tutti i metri persi in discesa devono ora essere completamente recuperati tramite un sentiero che sale ripido nel bosco, per poi spianare leggermente dopo essersi congiunto con una mulattiera. Manca l’ultimo sforzo in salita per raggiungere la croce dello Zucco di Valmana, altro punto panoramico davvero eccezionale dell’escursione.
Continuando sul 571 si perde nuovamente quota, si raggiunge la forcella di Valmana e, proseguendo dritti, si può raggiungere l’agriturismo Costa del Palio, dove è possibile fermarsi per mangiare.
Tornando sui propri passi si arriva di nuovo alla forcella e da qui si piega a destra sul 579B, che scende ripido nei prati per poi congiungersi a una mulattiera più larga e scorrevole.
La strada prosegue senza deviazioni particolari e, perdendo gradualmente quota, conduce nuovamente alla zona del parcheggio.

Dati tecnici – Escursione Tre Faggi Valle Imagna da Fruipiano Valle Imagna
| Difficoltà | E – Escursionistico |
| Durata | 4:00 (A/R) |
| Anello | Sì |
| Distanza | 10 Km |
| Dislivello | 630 m |
| Sentieri | CAI 579A CAI 571 CAI 579B CAI 579 |
| Tipologia | Trekking |
| Data | 17/05/2026 |
Mappa – Sentiero ad anello Tre Faggi Valle Imagna
Mappa dell’escursione: Trekking Tre Faggi Valle Imagna giro ad anello
Questo articolo nasce con l’intento di ispirare e informare. I luoghi che racconto sono ambienti alpini delicati, che meritano attenzione e rispetto.
Prima di metterti in cammino, ti invito a:
- 🌤️ Verificare le condizioni meteo, lo stato dei sentieri e la possibile presenza di neve o ghiaccio.
- 🗺️ Informarti presso fonti ufficiali come uffici turistici, guide alpine, rifugi o il sito del CAI.
- 🧗 Valutare con onestà se il percorso è adatto al tuo livello di allenamento e di esperienza in ambiente montano.
📍 La traccia GPX e i dati tecnici che condivido sono strumenti utili, ma non sostituiscono il buon senso, l’attenzione e la preparazione.
⚠️ Se puoi, evita i periodi di massimo afflusso: le giornate feriali o le stagioni meno frequentate offrono un’esperienza più autentica e riducono la pressione sull’ambiente.
💚 Infine, ricorda che ogni nostra presenza lascia un segno. Cammina con leggerezza:
- resta sul sentiero,
- non lasciare rifiuti,
- non disturbare la fauna,
- e se puoi… porta via anche ciò che altri hanno dimenticato.

Dove parcheggiare a Fruipiano Valle Imagna
La Valle Imagna non dista troppo da casa mia, tuttavia decido comunque di partire abbastanza presto per prendermi l’escursione con calma e per non tornare troppo tardi questo pomeriggio.
Punto il navigatore verso il paese di Fruipiano Valle Imagna e lo raggiungo senza troppe difficoltà. Segnalo solo che le strade, soprattutto lungo la salita finale, sono abbastanza strette e andrà fatta un minimo di attenzione in caso di incrocio con altri veicoli.
Giunto in centro paese scorgo immediatamente diversi parcheggi gratuiti, alternativa valida qualora non troviate posto nel parcheggio principale. Essendo molto presto, comunque, sono fiducioso di trovare posto nei pressi dell’inizio del sentiero.
Viro quindi verso via Milano e compio gli ultimi tornanti in salita, dove incrocio due piccole aree sterrate a lato della strada adibite a parcheggio. I posti complessivi saranno massimo una trentina, quindi non è assolutamente impossibile arrivare qui e trovare tutto completamente pieno. Complici gli orari e i periodi dell’anno scelti nelle due volte che sono venuto, non ho mai trovato praticamente nessuno; anche questa mattina, oltre a me, ci sono solamente un paio di altri escursionisti.
Uscito dall’auto l’aria è decisamente fresca e, nonostante si preveda una giornata soleggiata, per ora i raggi del sole faticano a raggiungere la mia posizione, contribuendo ad abbassare ulteriormente la temperatura percepita (forse per questo trekking è meglio tenere i pantaloni lunghi). Preparo gli scarponi, tiro fuori dallo zaino la macchina fotografica e sono pronto a partire.

Salita iniziale nel bosco di faggi
Inizio a camminare lungo l’ultimo tratto asfaltato di via Milano, superando il vecchio acquedotto e raggiungendo praticamente subito una bacheca che mostra perfettamente i principali sentieri della zona. Disegnando con la mano il giro ad anello che ho intenzione di fare, scorro i numeri dei sentieri e i vari punti di interesse che dovrei incontrare lungo questo tracciato.
Ripresa la marcia, mi immergo in una bella galleria verde, fatta delle fitte fronde di diversi faggi che crescono proprio a lato della strada. Dallo scorso inverno avevo il ricordo di diverse sezioni boscose costituite completamente da faggi; ovviamente, vedere questi alberi completamente verdi fa un effetto completamente diverso.
Dopo nemmeno 5 minuti raggiungo una zona pic-nic su un vasto prato aperto. Da qui, guardando verso nord, sono ben evidenti le morbide cime delle montagne che andremo ad attraversare quasi per intero con il sentiero di oggi. Il paesaggio è quasi completamente verde, con prati ricoperti di fiorellini gialli, diverse macchie boschive che si arrampicano sui pendii e alcune sezioni rocciose, con piccole guglie che escono dal terreno e salgono verso il cielo in verticale. L’inverno scorso, con la nebbia, non avevo visto nulla di tutto ciò: sono contento di esserci tornato in una giornata così limpida.
Seguendo l’evidente cartello, imbocco il sentiero CAI 579A che, per tutto questo tratto, rimane un’ampia e comoda mulattiera. Il tracciato si immerge fin da subito in un fitto bosco di altissimi faggi, che copre completamente il cielo e colora l’intero paesaggio di un verde acceso.
Cammino in silenzio, accompagnato solamente dal lento scrosciare di un torrente, dal leggero movimento delle foglie mosse dal vento e dai miei passi. Questa piacevole sensazione di tranquillità mi accompagna per tutto questo tratto, alternando sezioni di fitto bosco a zone prative più aperte, da dove riesco a cogliere i primi scorci sul Resegone.
Dopo nemmeno 30 minuti di cammino il sentiero piega a destra, la strada spiana e la linea degli alberi termina. Mi trovo catapultato in un contesto completamente diverso: prati che ricoprono l’intero versante, mucche al pascolo, piccole baite sparse qua e là lungo il verde e, in lontananza, una fantastica veduta aerea su tutta la Valle Imagna e sulla Pianura Padana. La giornata è incredibilmente limpida e lo sguardo vaga libero per decine di chilometri senza trovare ostacoli.

Arrivo ai Tre Faggi e alla Madonnina
Proseguendo sulla mulattiera e cercando di cogliere la bellezza del paesaggio con diversi scatti, mi ritrovo nei pressi di un recinto e di una vecchia roulotte. Osservandola, vedo un cartello con scritto “bivacco” e all’esterno un menù con diverse bibite, panini e salami; nonostante mi sembri tutto aperto, non incontro nessuno.
Anche l’anno scorso avevo avuto qualche dubbio su cosa effettivamente fosse questo bivacco. Leggendo un po’ online, sembra che di fatto sia gestito come una sorta di punto di ristoro dove vengono venduti panini e bibite. Ovviamente, con periodi di apertura e orari che non credo possano coprire tutte le giornate e le stagioni, vi lascio comunque nei link utili sotto la loro pagina Facebook.
Giunto in questa posizione, la veduta sul Resegone è ormai spettacolare e praticamente completa. Girandomi verso nord, invece, si intravede la località Tre Faggi con il suo caratteristico altare. Manca veramente poco per arrivare. Continuo quindi sulla strada fino a raggiungere un bivio: qui si devia a sinistra lungo il CAI 571 e, dopo una breve salita su terreno roccioso, finalmente si spiana in località Tre Faggi.
Il nome del luogo è dato da tre grandi alberi che sorgevano qui; sfortunatamente, ad oggi ne rimangono solo due (uno dei quali molto danneggiato). L’altro è stato distrutto probabilmente da temporali o sovraccarichi di neve negli anni passati. Il suo tronco è ancora perfettamente visibile, ma purtroppo le fronde e i rami sono stati completamente distrutti e rimossi.
Le vecchie foto erano veramente spettacolari, specialmente quando tutti gli alberi erano carichi di foglie verdi o arancioni; oggi invece il paesaggio è abbastanza diverso e a tratti forse un po’ più malinconico.
Altro punto di interesse di questa zona è lo strano altare alla Madonna che sorge qui, in una posizione decisamente panoramica e caratterizzato da tante piccole pietre verticali che segnano le tappe della via Crucis. Vista la sua forma e la disposizione di queste pietre (simili a dei menhir o dolmen celtici), viene spesso soprannominata la “Stonehenge bergamasca”.
Si tratta comunque di una costruzione abbastanza piccola, che si estende solamente per qualche metro, ma è comunque decisamente curiosa.
Fermandomi qui per qualche minuto, cammino un po’ sui prati pianeggianti di quest’area. Il mio sguardo viene però maggiormente catturato da tutto il paesaggio che mi circonda, con una vista panoramica sulla valle e sulla cima rocciosa del Resegone (oggi spruzzata da un velo bianco di neve). Vista la vicinanza al paese e la relativa semplicità del sentiero, non escludo che questo posto possa essere tranquillamente sfruttato per ammirare qualche tramonto o alba. Oggi però siamo in anticipo per il primo e in ritardo per la seconda, quindi dopo qualche ultimo scatto non mi resta che proseguire.

Sentiero in cresta fino a località I Canti
Superati i Tre Faggi, proseguo lungo il sentiero in cresta CAI 571. Attenzione: in questo esatto punto si incrociano tre strade differenti; per proseguire lungo il giro ad anello bisogna prendere quella centrale e meno evidente.
Il sentiero inizia a salire ripido all’interno del bosco, superando alcune zone rocciose e altre disseminate di foglie secche cadute qualche mese fa. La traccia è abbastanza evidente, anche se dalla mappa si può vedere una brevissima deviazione per raggiungere lo Zucco di Pralongone, un piccolissimo sperone roccioso in cresta alla montagna, dalla quale si guadagna la prima vera vista a 360° dell’intera escursione.
Viste le foglie, il sentiero risulta un po’ poco evidente e leggermente ripido lungo il tratto finale. Considerando che vedute del genere saranno abbastanza frequenti nella restante parte dell’escursione, forse questa breve deviazione non risulta particolarmente interessante.
Tornato sul tratto principale e incrociando un secondo sentiero che proviene da destra, proseguo sempre in leggera salita all’interno del bosco. Continuando a camminare tra gli alberi, senza aver modo di vedere nulla attorno a me, tutta la successiva parte del sentiero risulta un po’ monotona e ripetitiva.
Segnalo qualche semplice passaggio su roccette e qualche brevissimo tratto leggermente ripido, ma praticamente mai nulla di pericoloso.
Ben presto però il paesaggio cambia nuovamente: quasi invitato dagli alberi ad uscire in una zona maggiormente aperta, mi ritrovo lungo un corridoio verde che porta a un pianoro panoramico incredibilmente aperto. La vista spazia dalla solita bella sagoma del Resegone, alla Valle Imagna, passando anche per la Grigna meridionale e settentrionale. Sforzando lo sguardo e osservando verso ovest, si colgono le sagome di molti monti svizzeri e di parte dell’iconica sagoma del monte Rosa. In una zona così aperta e panoramica non mi resta che fermarmi, ammirare tutta questa bellezza e provare a fare qualche scatto.
Proseguendo, mi ritrovo di fronte al passaggio più tecnico dell’intera escursione (comunque non complicato): una discesa di qualche metro su sentiero roccioso e ghiaioso, stretto tra un faraglione di roccia che spunta verticale dal terreno e il versante roccioso della montagna. Il passaggio è abbastanza scenografico e decisamente singolare, vista l’erba e i boschi che ricoprono praticamente la stragrande maggioranza di questa escursione.
Dopo circa 30–40 minuti di cammino e dopo aver superato gli ultimi, panoramicissimi saliscendi in cresta, finalmente mi trovo davanti alla leggera salita erbosa che porta a raggiungere la località “I Canti”, dove è posta una piccola statua della Madonna.
Ormai dovrei essere abituato alle vedute di questo trekking, ma una volta giunto sullo spiazzo non posso far altro che fermarmi per qualche minuto anche qui, per osservare tutte le cime innevate che mi circondano. In un solo sguardo si passa dalle Orobie, dominate dal Pizzo Arera, fino ai monti svizzeri e della Valtellina, passando ovviamente per la Grigna.
Le piogge e la neve dei giorni scorsi hanno spazzato via ogni residuo di foschia e i colori della primavera sono al loro massimo splendore: boschi di un verde acceso, fiori che tappezzano tutti i prati e cime rocciose che per metà sono grigie e per l’altra metà completamente coperte di neve.
Non nego che questo paesaggio possa dire la sua anche in piena estate, ma sono abbastanza certo che questo periodo, assieme all’autunno, siano probabilmente i momenti migliori per fare questo trekking.

Salita allo Zucco di Valmana, la cima più alta del giro
La prossima meta è lo Zucco di Valmana, la cima più alta di questo giro ad anello, già segnalata con dei cartelli a circa 1 ora dalla mia posizione (spoiler: ci sono arrivato in 30 minuti).
Da località “I Canti” inizio a discendere lungo i prati seguendo il solito sentiero CAI 571. Lo Zucco di Valmana è proprio davanti a me e, in linea d’aria, sarebbe un percorso veramente brevissimo; dovendo seguire il sentiero, è invece necessario perdere diversi metri di dislivello fino a Bocca del Grassello, per poi guadagnarli tutti da capo per salire sullo Zucco di Valmana.
Il sentiero si fa immediatamente molto ripido e gli escursionisti che salgono dal verso opposto sono in evidente fatica. Effettivamente, pur non sapendolo, credo di aver affrontato questo giro ad anello nel verso migliore.
Presto la discesa passa dai ripidi prati a un lungo tratto immerso nel bosco. I solito faggi fanno sempre la loro bella figura, ma ormai mi sono un po’ abituato a questi scenari; proseguo quindi con buon passo, cercando di concludere il prima possibile questa discesa.
Dopo nemmeno 20 minuti mi ritrovo nella radura dove sorge la Bocca del Grassello. Da qui è potenzialmente possibile chiudere in anticipo l’anello scendendo verso il paese con il sentiero CAI 579. La mia meta, però, può essere raggiunta solo faticando un altro po’, quindi proseguo lungo il CAI 571, che da ora in avanti procede solo in salita.
I primi 100 m di dislivello li percorro facilmente all’interno del bosco, con una serie di tornanti più o meno ripidi, fino a congiungermi con una strada più ampia e poi arrivare a una sorta di radura. Mi trovo esattamente sotto la cima del monte e, da qui, il 571 devia a destra e risale dritto il versante erboso della montagna.
Con un po’ di fiatone percorro l’ultimo tratto di salita e finalmente mi porto in prossimità della cima e della croce di metallo che sorge proprio nel punto più alto.
La vista dallo Zucco di Valmana è, se possibile, ancora migliore di quella che si può godere da località “I Canti”. Le montagne attorno a me sono sempre le stesse, ma da qui il Resegone e la Grigna sono ancora più vicini.
Decido quindi di fermarmi per mangiare un boccone veloce e mi perdo ad osservare le forme frastagliate delle Orobie occidentali. Alcune cime le riconosco al volo; molte altre invece non le ho mai scalate e i loro nomi mi sono completamente ignoti. A casa ho diverse cartine e guide che parlano dei sentieri di questa zona e forse dovrei rispolverarle un po’, per iniziare a scoprire meglio anche tutti i sentieri più prossimi al Lago di Como.
Mi segno che voglio salire sul Resegone partendo da questa valle e capire quali trekking ci siano sullo Zuccone Campelli; dopodiché mi rimetto in cammino.

Pranzo all’agriturismo Costa del Palio
Il giro ad anello potrebbe potenzialmente concludersi in questa posizione. Parlando con un escursionista, però, scopro che poco distante da qui c’è un agriturismo aperto oggi per pranzo, così decido di allungare ancora un po’ il giro per vedere esattamente dove si trova.
Scendo dalla piccola cima seguendo sempre il 571 e presto raggiungo la forcella di Valmana, da qui si stacca il sentiero 579B che permette di chiudere l’anello. Proseguendo dritto e deviando un po’ sui prati, scorgo praticamente subito la struttura dell’agriturismo.
Decido quindi di avvicinarmi per vedere se offre pranzi veloci, giusto per aggiungere qualcosina a quello che mi sono portato da casa. Alla fine opto per un pane con salamina da mangiare sui tavoli esterni. È ancora relativamente presto, quindi non c’è praticamente nessuno; il sole invece è ormai alto e mi scalda completamente, facendomi dimenticare le fastidiose folate di aria fredda che mi hanno colpito per tutto il tratto più in cresta.
Soddisfatto per il pranzo, mi segno il nome del posto (Agriturismo Costa del Palio), sicuro di includerlo in eventuali altri giri che farò da queste parti, e mi rimetto in cammino.

Ritorno verso Fruipiano Valle Imagna
La strada del ritorno si imbocca tornando alla forcella di Valmana e qui deviando a destra lungo il tracciato CAI 579B. Iniziando la discesa, noto immediatamente come il sentiero sia scarsamente segnato e un po’ nascosto dall’erba alta; evidentemente non è molto battuto o non è la strada principale per raggiungere l’agriturismo.
Facendo attenzione, comunque, continuo a scendere fino a raggiungere una traccia decisamente più evidente che si addentra in un bosco di abeti, per poi immettersi in una ben più larga mulattiera.
La discesa prosegue ora con una pendenza dolce e costante, attraversando a mezzacosta tutto il versante dei monti raggiunti questa mattina e con una costante e bella vista sul Resegone.
La strada attraversa alcuni pascoli, passa nei pressi di baite isolate e supera il limitare di piccoli boschetti di abeti e faggi. Non mi fermo spesso e non trovo nessuno scorcio che sento il bisogno di immortalare. Si tratta comunque di una discesa piacevole, immersa in un paesaggio di media montagna decisamente vario e colorato.
Percorrendo tutta la strada e portandomi nuovamente verso la zona del parcheggio, non posso che confermare di aver scelto il verso giusto per questo giro ad anello: compiere tutto questo tratto in salita sarebbe stato probabilmente decisamente più monotono e faticoso.
A circa 5 ore dalla partenza, i miei piedi pestano nuovamente l’asfalto di via Milano e presto arrivo nello spiazzo sterrato dove ho lasciato l’auto, concludendo così questa escursione.

Consigli fotografici – Escursione Tre Faggi Valle Imagna
Bosco di faggi: 📍45°51’25.0″N 9°32’15.8″E
Lunga sezione immersa in un fitto e rigoglioso bosco di faggi. Varie possibilità fotografiche sfruttando gli alberi e i colori delle loro fronde
Località Tre Faggi: 📍45°51’17.9″N 9°32’55.6″E
Sezione sufficientemente panoramica sulla valle Imagna e sul Resegone
Sezione in cresta del sentiero CAI 571: 📍45°51’45.9″N 9°32’26.5″E
Vari spot fotografici lungo questo tratto del sentiero in cresta, dai quali si può ammirare per intero il Resegone, la Grigna e alcune delle principali cime delle Orobie
Località “I Canti”: 📍45°51’57.6″N 9°32’16.7″E
Uno dei punti panoramici principali dell’escursione
Zucco di Valmana: 📍45°52’12.6″N 9°31’25.8″E
Punto più elevato dell’intera escursione con vista panoramica sulle Orobie e le montagne lecchesi
Forcella di Valmana: 📍45°52’08.5″N 9°31’04.8″E
Piccolo laghetto artificiale con alle sue spalle una bella vista sullo Zuccone Campelli

Galleria fotografica – Trekking Tre Faggi Valle Imagna
Tutti gli scatti di questa uscita sono anche visibili in alta risoluzione sulla mia pagina Facebook: Galleria fotografica – Trekking Tre Faggi Valle Imagna
Conclusioni e consigli – Trekking Tre Faggi Valle Imagna
Il sentiero proposto è un piacevole giro ad anello che connette alcuni dei punti più panoramici attorno ai Tre Faggi. Ovviamente la rete di sentieri è molto ampia e nulla vieta di personalizzare moltissimo l’escursione, andando a chiudere prima l’anello o salendo e scendendo lungo lo stesso tracciato.
A mio parere, la traccia proposta è probabilmente il modo migliore per godere al meglio dei diversi paesaggi e scorci di questa zona, con la piacevole aggiunta di poter raggiungere anche un agriturismo dove poter mangiare.
Dislivello e lunghezza complessiva non sono eccessive; nonostante ciò, non la classificherei come un’escursione “per tutti”. Per compiere tutto l’anello dovrete camminare per diversi chilometri ed esistono alcuni brevissimi tratti leggermente ripidi e scivolosi, quindi un minimo di resistenza e capacità di camminare in ambiente alpino è assolutamente richiesta.
Acqua lungo il sentiero
Non ci sono fonti d’acqua lungo il sentiero
Ti consiglio di utilizzare questa applicazione per visualizzare rapidamente tutte le fontanelle attorno alla tua posizione: Recensione Mapy.cz – La migliore App per il trekking (stefanopoma.it)

Periodo consigliato
- Primavera: ⚠️Attenzione a ghiaccio e neve
- Estate: ✅
- Autunno: ⚠️Attenzione a ghiaccio e neve
- Inverno: ⛔
Link e riferimenti utili
- Turismo Valle Imagna: https://www.turismovalleimagna.it/
- Pagina Facebook Bivacco Tre Faggi: Bivacco Tre Faggi
- Agriturismo Costa del Palio: https://www.rifugi.lombardia.it/lecco/morterone/alpeggio-alpe-costa-del-palio.html
PRO e COTRO e Valutazione
👍Pro:
- Sezioni molto panoramiche
- Agriturismo dove poter mangiare
👎Contro:
- Alcune sezioni abbastanza monotone
- Probabilmente molto caldo in piena estate
Valutazione
| Voto | 3.5/5 |
| Segnaletica | 4.5/5 |
| Difficoltà | 2/5 |
| Paesaggio | 3.5/5 |
Webcam Sentiero Tre Faggi Valle Imagna
Purtroppo non è presente una webcam nei pressi di questo trekking
Lascio di seguito il link al luogo su Instagram. Storie o foto recenti possono essere usate per avere un’idea del paesaggio e delle condizioni: Luogo Instagram – Tre Faggi Valle Imagna
Q&A – Sentiero Tre Faggi Valle Imagna
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