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Ci torno ormai da due anni e anche questo autunno sento la voglia di percorrere nuovamente i sentieri della Val Grande, in alta Val Camonica.

Si tratta di una zona relativamente vicina a casa che ho scoperto per la prima volta a inizio novembre del 2024, rimanendo piacevolmente colpito dai bellissimi colori autunnali dei larici e dalle imponenti cime rocciose che chiudono a nord la valle.

Il sentiero principale è sempre lo stesso, ma ogni volta ho provato a partire da punti diversi, cogliendo quindi nuovi scorci lungo la sezione più bassa della valle, che però rimane anche la più anonima. È solo dopo almeno un’ora di cammino che il paesaggio tende ad aprirsi un po’, con alle proprie spalle l’Adamello e davanti il bellissimo fondovalle con i suoi toni rossastri.

Video YouTube dell’escursione in Val Grande: Escursione in VAL GRANDE al rifugio Saverio Occhi – Autunno 2026

Escursione Val Grande in autunno da Vezza d’Oglio

Sommario: Trekking Val Grande in Autunno da Vezza d’Oglio

Descrizione Breve – Escursione Val Grande in Autunno da Vezza d’Oglio

Per compiere questo trekking in Val Grande bisogna puntare il navigatore su Vezza d’Oglio. Qui ci sono diverse possibilità di parcheggio: esiste un’area appena sopra il paese, accanto all’azienda agricola Gregorini Luana; in alternativa, si può parcheggiare alla fine di via Grano.

Partendo da via Grano, si imbocca un sentiero che rimane a mezza costa, garantendo una buona visibilità su tutta la sezione bassa della valle. Dal primo parcheggio è invece possibile seguire una strada battuta, percorribile anche dalle auto con la dovuta autorizzazione, oppure deviare a destra lungo un sentiero un po’ più impervio, quasi completamente coperto dal fitto bosco.

Decidendo di percorrere la prima opzione, si prosegue superando la sezione bassa della valle, alternando ampi pascoli ad aree maggiormente coperte da vegetazione e bosco. Superando alcune malghe, nel giro di circa un’ora si incrocia nuovamente la strada principale.

Qui il sentiero si fa leggermente più ripido, piega a destra e devia tra alcuni casolari e aree delimitate da pascoli. Dopo una salita relativamente ripida, il tracciato si spiana, raggiungendo un altro parcheggio e un’area adibita a picnic.

Da questo punto in poi la valle tende ad aprirsi molto, regalando un paesaggio decisamente più ampio e permettendoci di ammirare alle nostre spalle le cime dell’Adamello e, davanti a noi, i bei boschi di larici che in questo periodo si caricano di un arancione intenso. Proseguendo praticamente in piano, raggiungiamo la Locanda della Val Grande.

Si prosegue in piano, con una vista sempre migliore che si apre sulla Cima di Savoretta e su Punta di Pietra Rossa, deviando tra baite isolate e bellissime sezioni di bosco, fino a raggiungere un ponticello, il Put di Brofà, che permette di superare il torrente e raggiungere una sezione decisamente più aperta e pianeggiante.

Ancora qualche minuto di salita, sempre su morbida strada, e si raggiunge la cappella di Carèt. Da qui superiamo la linea degli alberi e la rigogliosa vegetazione viene in parte sostituita da una vasta prateria di erba rossastra, tagliata in due dal lento scorrere di un torrente cristallino.

Proseguendo proprio accanto al corso d’acqua, si superano in sequenza lo Chalet Bramito e, successivamente, la Malga Val Grande.

Stretti tra cime che sfiorano i tremila metri di quota, spruzzate dalla prima neve, possiamo ora decidere di proseguire in un paesaggio che si fa sempre più spoglio, puntando verso il sentiero che conduce al Rifugio Saverio Occhi. La strada, da questo punto in poi, si fa leggermente più ripida e dissestata, ma risulta comunque estremamente semplice e agevole.

Dopo un paio di attraversamenti sul torrente, si piega a destra e qui si inizia a risalire lungo morbidi pendii. In poco meno di mezz’ora si arriva nei pressi della struttura, convertita in rifugio solamente di recente. Qui si trovano vasti prati e aree relativamente pianeggianti, dove potersi fermare per un picnic e godersi il panorama.

Il ritorno avviene lungo la stessa strada dell’andata, con la possibilità di imboccare un sentiero diverso lungo la prima parte della valle, magari preferendo la strada asfaltata per la discesa..

Escursione Val Grande in autunno da Vezza d’Oglio
Escursione Val Grande in autunno da Vezza d’Oglio

Dati tecnici – Escursione Val Grande in Autunno da Vezza d’Oglio

DifficoltàE – Escursionistico
Durata6:00 (A/R)
AnelloNo
Distanza17 Km
Dislivello900 m
SentieriCAI 16 CAI 102
TipologiaTrekking
Data28/09/2025
Scheda tecnica

Mappa – Sentiero Val Sedornia partendo dagli Spiazzi di Gromo

Mappa dell’escursione in Val Grande: Mappa e traccia GPS

Questo articolo nasce con l’intento di ispirare e informare. I luoghi che racconto sono ambienti alpini delicati, che meritano attenzione e rispetto.

Prima di metterti in cammino, ti invito a:

  • 🌤️ Verificare le condizioni meteo, lo stato dei sentieri e la possibile presenza di neve o ghiaccio.
  • 🗺️ Informarti presso fonti ufficiali come uffici turistici, guide alpine, rifugi o il sito del CAI.
  • 🧗 Valutare con onestà se il percorso è adatto al tuo livello di allenamento e di esperienza in ambiente montano.

📍 La traccia GPX e i dati tecnici che condivido sono strumenti utili, ma non sostituiscono il buon senso, l’attenzione e la preparazione.

⚠️ Se puoi, evita i periodi di massimo afflusso: le giornate feriali o le stagioni meno frequentate offrono un’esperienza più autentica e riducono la pressione sull’ambiente.

💚 Infine, ricorda che ogni nostra presenza lascia un segno. Cammina con leggerezza:

  • resta sul sentiero,
  • non lasciare rifiuti,
  • non disturbare la fauna,
  • e se puoi… porta via anche ciò che altri hanno dimenticato.
Mappa – Trekking Val Grande in Autunno da Vezza d’Oglio

Dove parcheggiare a Vezza d’Oglio per raggiungere la Val Grande

Per compiere questo trekking bisogna puntare il navigatore verso Vezza d’Oglio, in alta Val Camonica. Le opzioni di parcheggio per intraprendere questa escursione in Val Grande sono molteplici: si può lasciare l’auto in uno dei numerosi parcheggi del paese oppure spostarsi più verso l’inizio della valle.

Qui le possibilità sono essenzialmente tre: il parcheggio gratuito alla fine di via Grano, il parcheggio sopra il centro del paese, accanto all’azienda agricola Gregorini Luana, oppure alcuni parcheggi lungo via Tù.

In tutti e tre i casi, la strada per raggiungere il punto in cui lasciare l’auto è sempre asfaltata, anche se a tratti un po’ stretta. Fate quindi attenzione nel caso doveste incontrare un’altra auto in senso opposto.

Ho avuto modo di percorrere questa escursione già più volte e ho provato i primi due parcheggi. Nel momento in cui vi scrivo, nel 2026, posso confermare che sono effettivamente gratuiti. Se doveste leggere questo articolo in futuro, vi consiglio comunque di fare riferimento all’ufficio turistico per informazioni più aggiornate.

Parcheggio sopra Vezza d’Oglio per iniziare il trekking in Val Grande

Parte inziale del sentiero lungo la Val Grande

La parte iniziale di questo trekking è probabilmente la più monotona e forse noiosa, anche se, in periodo autunnale, già da questa prima sezione della valle sarà possibile ammirare i bei colori di cui si tingono i numerosi larici che ricoprono quest’area.

  1. Partendo da via Grano, si può percorrere un sentiero largo e ben battuto, adatto anche alle biciclette, che conduce verso la metà della valle.
  2. Valutando invece l’opzione del primo parcheggio, si può proseguire alternativamente lungo la strada asfaltata oppure lungo un tratto immerso nel bosco.
  3. Il sentiero che prosegue oltre via Tù, invece, non ho ancora avuto modo di percorrerlo.

In ogni caso, tutti i sentieri, dopo circa un’ora di cammino e di leggera salita, vanno a congiungersi nello stesso punto.

Oggi lasciamo l’auto nel primo parcheggio sterrato appena sopra il paese e decidiamo di salire lungo il tracciato che si sviluppa nel bosco, numerato su alcune mappe come sentiero 12. Il ritorno verrà poi effettuato lungo il sentiero CAI 102, che in questo primo tratto non è altro che una strada asfaltata, o a tratti cementata.

La mattinata è abbastanza fresca e nel punto in cui abbiamo appena lasciato l’auto il sole non è ancora arrivato, contribuendo quindi ad abbassare ulteriormente la temperatura percepita. Indossiamo gli scarponi, prepariamo lo zaino e ci mettiamo subito in cammino per riscaldarci un po’, lasciando alle nostre spalle una bella veduta sul massiccio dell’Adamello, in questo periodo completamente imbiancato.

Il sentiero si porta lungo il versante orografico sinistro della valle, superando una piccola area attrezzata per il picnic e deviando poi nel fitto bosco di latifoglie che si sviluppa lungo questa prima parte della Val Grande.

Il paesaggio si chiude immediatamente tutto attorno a noi, lasciando liberi solo rari spiragli sull’altro versante della valle, che pian piano viene colpito dai primi raggi del sole. Qui si può vedere come la sezione di bosco sembri quasi tagliata in due: in basso il verde degli abeti, mentre verso metà versante si passa all’arancione e al giallo intenso dei larici.

Proseguendo nel più completo silenzio del bosco, superiamo alcuni ponticelli in legno, alcune aree leggermente ripide e ampie sezioni in falso piano. Non incrociamo praticamente nessun escursionista, probabilmente perché si tratta del sentiero meno frequentato e battuto.

Segnalo che non sono presenti cartelli espliciti lungo tutta questa percorrenza e, in alcuni tratti, vista anche la presenza di molte foglie sul terreno, il tracciato potrebbe farsi un po’ incerto e vago.

Invito quindi a fare attenzione e a portare con sé una mappa, per essere sicuri di non sbagliare.

Dopo circa 40 minuti di cammino, comunque, risbuchiamo su una strada cementata che probabilmente proviene dalla fine di via Tù. Qui ci troviamo davanti a una bella baita in pietra e a un’ampia veduta sui boschi e sulle montagne che circondano questa prima sezione di percorso: finalmente il paesaggio si apre un po’.

Vista sulla Val Grande e sulle montagne dell’Adamello in autunno
Vista sulla Val Grande e sulle montagne dell’Adamello in autunno

Salita verso la Locanda della Val Grande

Qui il sentiero piega a sinistra, ridiscende per qualche decina di metri, supera un torrente e si inserisce lungo il tracciato CAI 102. Finalmente vediamo anche i primi cartelli che indicano la presenza del Bivacco Occhi, a circa due ore da qui, e della Malga Val Grande.

Giunti all’incrocio dei tre sentieri della prima sezione, deviamo a destra e iniziamo a risalire lungo una strada ciottolata abbastanza in pendenza, attraverso una piacevolissima sezione interamente ricoperta di betulle, che ormai stanno quasi completamente perdendo le loro foglie.

Da questo punto in poi la vallata si apre decisamente, con un’ampia sezione sulla sinistra che si sviluppa fino alla cima ai Dossoni, a 2.910 metri. Tutto attorno a noi si trovano anche numerose aree adibite a pascolo, dove, nonostante il freddo, sono rimaste alcune mucche.

Giunti nei pressi di una baita, manteniamo la strada ciottolata che qui sale in modo decisamente più ripido, conducendo verso un’area adibita al picnic.

Il paesaggio è ormai assolutamente incredibile, dominato dall’arancione intenso dei larici che, in questo periodo dell’anno, danno veramente spettacolo. Guardando verso nord, oltre il limitare del bosco, iniziano a comparire speroni rocciosi e piccole guglie senza nome che ci accompagneranno per tutta la successiva parte della salita.

Superata la piccola area attrezzata e l’ultimo parcheggio della valle, alcuni cartelli indicano l’effettivo ingresso nel Parco dello Stelvio e la possibile presenza, soprattutto in periodo autunnale, dei cervi. Da qui scendiamo leggermente di quota e finalmente ci portiamo nei pressi della Locanda della Val Grande, in una bellissima conca aperta che permette di vedere in lontananza la Cima di Savoretta e una parte di Punta di Pietra Rossa, con i suoi oltre tremila metri di quota.

Malga Val Grande tra prati rossastri e larici autunnali
Malga Val Grande tra prati rossastri e larici autunnali

Prosecuzione verso malga Val Grande, tra cervi e larici

Senza nemmeno fare in tempo a finire di leggere il cartello, sentiamo in lontananza il suono profondo del bramito di un cervo. Con le orecchie ben attente e tenendo il binocolo a portata di mano, continuiamo quindi a proseguire in silenzio, scrutando il limitare del bosco e ogni possibile movimento lungo i prati.

Questa è probabilmente la sezione più spettacolare dell’intera escursione. Il sentiero si mantiene sempre largo e in leggerissima salita, stretto da entrambi i lati dai versanti della vallata ricoperti da un fitto bosco che, risalendo lungo i ripidi pendii, a un certo punto si interrompe, lasciando spazio a prati dalle sfumature rossastre e a belle sezioni di roccia scura.

Camminando superiamo alcune malghe in pietra isolate, continuando a sentire in lontananza il verso dei cervi, senza però mai riuscire a vederne nessuno. Ben presto ci troviamo in un’area pianeggiante, dove un ponticello permette di superare il torrente e portarci in un vasto pianoro, nel quale sorgono numerose strutture, un parcheggio e altre aree attrezzate.

La valle si fa sempre più spoglia e presto superiamo il limitare degli alberi, trovandoci in una vastissima area prativa, dove sorge una piccola chiesetta denominata cappella di Carèt.

Il torrente cristallino che taglia in due l’erba rossastra, gli ultimi larici che ostinati si arrampicano ancora lungo i pendii delle montagne più rocciose, e in lontananza, la bella veduta su montagne parzialmente imbiancate creano un quadro veramente fantastico, che necessita di una pausa per essere ammirato per intero.

Camminando a fianco del torrente guadagniamo qualche altro metro di quota. Superiamo lo chalet Bramito e ci portiamo in vista della malga Val Grande, un’ampia struttura con dei tavoli esterni, quest’oggi però chiusa.

Camminando a fianco del torrente guadagniamo qualche altro metro di quota. Superiamo lo Chalet Bramito e ci portiamo in vista della Malga Val Grande, un’ampia struttura con tavoli esterni, quest’oggi però chiusa.

È ancora mattina presto, ma come noi ci sono già altri escursionisti seduti ai tavoli esterni e su alcune rocce, tutti in silenzio a osservare i pendii delle montagne con binocoli o postazioni fisse.

Decidiamo di tentare anche noi, così ci fermiamo per alcuni minuti, scrutando i prati e i boschi attorno a noi. Con un po’ di pazienza e un po’ di fortuna, anche in base al periodo, non è troppo difficile scorgere in lontananza il movimento di un cervo. In particolare, vediamo diversi branchi che si spostano lungo il versante nord della valle, risalendo le pendici erbose della montagna e mantenendosi quindi a estrema distanza dalla nostra posizione.

Sul versante di fronte a noi, invece, accucciato tra alcuni cespugli, scorgiamo anche un piccolo maschio che di tanto in tanto emette il suo caratteristico richiamo. La distanza resta però troppo elevata per sperare di ottenere fotografie soddisfacenti con il teleobiettivo.

Cappella di Carèt nella Val Grande di Vezza d’Oglio
Cappella di Carèt nella Val Grande di Vezza d’Oglio

Salita al rifugio Saverio Occhi (ex bivacco)

Soddisfatti del nostro avvistamento, decidiamo di rimetterci in marcia in direzione del Rifugio Saverio Occhi, un tempo Bivacco Occhi. La conversione a rifugio è avvenuta di recente: le primissime volte che sono salito qui c’erano ancora dei lavori in corso per sistemare la struttura.

Il sentiero prosegue oltre la malga, spostandosi dall’altro lato del torrente e immergendosi nell’ultimissimo tratto di bosco. Da qui una breve deviazione sulla destra ci permette di superare il corso d’acqua e puntare in direzione nord, verso la fine della Val Grande.

La zona è di particolare interesse fotografico, in quanto da qui abbiamo una vista privilegiata e centrale su Punta di Pietra Rossa, oggi particolarmente spettacolare per via della presenza di neve che, verso metà montagna, viene sostituita dalle rocce e dai prati ancora colorati di un rosso intenso.

Davanti a noi è invece ben evidente la struttura del rifugio, che raggiungiamo solamente dopo diversi minuti, visti i tornanti particolarmente lunghi e morbidi di quest’ultimo tratto di sentiero. Considerando anche che, risalendo, continuiamo a sentire il bramito dei cervi, ci fermiamo innumerevoli volte sui prati, provando a puntare il binocolo in sezioni diverse dei versanti di queste montagne.

Con l’ultimo sforzo, comunque, raggiungiamo la struttura, dove si trovano alcuni tavoli esterni, una fontana e un’ampia area pianeggiante in cui potersi fermare per fare un picnic.

Qui decidiamo di fermarci per riposare un po’ e mangiare qualcosa. Non essendoci troppi escursionisti lungo il tracciato, ci viene detto che possiamo tranquillamente sederci sui tavoli per fare il picnic. Guardando il menù, però, oltre ai nostri panini imbottiti, decidiamo di concederci qualcosa da bere e un dolce.

Rifugio Saverio Occhi nella parte alta della Val Grande

Passo di Pietrarossa e prosecuzione del sentiero CAI 102

Nei pressi del rifugio il sentiero si biforca, permettendo di raggiungere il Passo di Val Canè oppure, in alternativa, il Passo di Pietrarossa, affrontando però diversi metri di dislivello in più.

Il tempo a disposizione oggi non ci permette di arrivare fino al passo; decidiamo però di proseguire comunque per qualche minuto lungo il sentiero CAI 102 per goderci il panorama oltre la struttura del rifugio.

Il tracciato diviene subito poco evidente e prosegue lungo un vasto prato pieno di detriti, tagliato costantemente da piccoli corsi d’acqua. Con morbidi saliscendi e brevi attraversamenti sui torrenti, ci portiamo nei pressi di un corso d’acqua e continuiamo in direzione nord.

L’erba dai toni giallastri e le belle nuvole bianche nel cielo incorniciano perfettamente le montagne davanti a noi, con la Punta di Pietra Rossa che fa da protagonista con i suoi 3.275 m di altitudine. I toni rossastri della roccia da questo punto privilegiato diventano ancora più evidenti e brillanti, mentre lo sguardo corre libero tra guglie aguzze, vasti crepacci, imponenti cascate che tagliano in due i pendii e la bellissima distesa d’erba davanti a noi.

La tentazione di andare “oltre” e scoprire se il paesaggio possa cambiare ancora è tanta, ma dobbiamo limitarci. Così, dopo un po’ di salita, ci fermiamo nei pressi del sentiero, accanto ad ampi massi scuri, per ammirare il panorama.

La vegetazione relativamente spoglia di quest’ultimo tratto della valle ci permette di scorgere, anche a diverse centinaia di metri di distanza, qualsiasi movimento lungo i prati. Dopo un po’ di pazienza, riusciamo a notare un grandissimo branco di cervi che si incammina lentamente in direzione del Passo di Val Canè.

Non abbiamo fatto nessun avvistamento ravvicinato e probabilmente non era nemmeno questo il nostro obiettivo. Le foto che ho scattato forse dovranno essere scartate per via dell’estrema distanza, ma sono comunque molto contento di trovarmi in un posto così particolare e ricco di colori, e di poter osservare questi animali, seppur da lontano.

Panorama sulla Punta di Pietra Rossa dalla Val Grande

Ritorno verso Vezza d’Oglio

Conclusa questa breve deviazione decidiamo di scendere con calma lungo il sentiero appena percorso. Purtroppo non c’è una grande possibilità di trovare cammini ad anello in questa vallata e la via del ritorno, di fatto, ricalca quasi per intero lo stesso tratto percorso durante la salita.

Viste le giornate particolarmente corte di questo periodo, però, le prime ore del pomeriggio regalano già colori e contrasti decisamente più morbidi. Il sole sta già scendendo e, con lui, le ombre si fanno più lunghe, mentre il tono arancione dei larici va a invadere completamente l’intero paesaggio.

Non ci fermiamo effettivamente a scattare per il tramonto, ma tutto il tratto della discesa è accompagnato da una piacevolissima golden hour, che non fa altro che impreziosire l’intero paesaggio.

Ripercorriamo quindi a ritroso l’intero tratto, superiamo la Malga Val Grande e decidiamo infine di mantenerci lungo la strada asfaltata, che percorre il primissimo tratto della vallata. Il sole è ormai sceso oltre le montagne e inizia a farsi un po’ buio; decidiamo quindi di evitare il tratto lungo il bosco, che avevamo già notato essere abbastanza vago e non sempre ben segnato.

Con altri 30 minuti di cammino, comunque, ci riportiamo lungo il limitare del paese di Vezza d’Oglio e qui giriamo a sinistra, ricongiungendoci con il parcheggio.

Trekking Val Grande in autunno da Vezza d’Oglio
Trekking Val Grande in autunno da Vezza d’Oglio

Consigli fotografici – Trekking Val Grande in Autunno da Vezza d’Oglio

I potenziali scorci fotografici all’interno della Val Grande sono veramente molteplici; di seguito solo alcuni spunti interessanti. L’invito, come al solito, è quello di lasciar respirare il momento, scoprendo aree e scorci che magari mi sono sfuggiti.

Parte iniziale della valle
Lungo la parte iniziale della valle è possibile ammirare lungo il versante opposto un bel bosco di abeti larici e abeti, caratterizzato da questa particolare alternanza di colori che passano dal verde acceso all’arancione.

Pianoro erboso nei pressi della locanda Val Grande
Da questo punto in poi la valle tende ad aprirsi maggiormente, si aprono i primi scorci sulle montagne circostanti, sui pendici ricoperti di larici e sulle cime più alte che a Nord superano i 3000 metri di quota.

Sezione Nord della valle vicino a Malga val Grande
Anche questa sezione è caratterizzata da spazi estremamente ampi. Il bosco si fa un po’ più rado, ma si guadagna una bella vista su prati, sul torrente e sulle montagne che chiudono la valle a Nord.

Rifugio Saveri Occhi
L’area pianeggiante attorno al rifugio è probabilmente la sezione migliore per ammirare la bella parete innevata di Punta Pietra Rossa e vedere la valle appena percorsa dall’alto.

Trekking Val Grande in autunno da Vezza d’Oglio
Trekking Val Grande in autunno da Vezza d’Oglio

Galleria fotografica – Trekking Val Grande in Autunno da Vezza d’Oglio

Tutti gli scatti di questa uscita sono anche visibili in alta risoluzione sulla mia pagina Facebook: Galleria Fotografica – Trekking Val Grande in Autunno da Vezza d’Oglio

Conclusioni e consigli – Escursione Val Grande in Autunno da Vezza d’Oglio

Il sentiero proposto è un trekking di media difficoltà che permette di attraversare quasi per intero la Val Grande, seguendo un tracciato quasi sempre bene battuto, e del tutto privo di tratti tecnici o particolarmente pericolosi.

Parliamo quindi di un’escursione potenzialmente consigliabile a chiunque sia un minimo allenato e abituato a camminare in montagna. Ovviamente non va sottovalutato il dislivello complessivo e la lunghezza, che la rendono comunque un trekking mediamente impegnativo.

Gli scorci paesaggistici lungo la valle sono molteplici e passano da boschi di latifoglie e di abeti, fino ad ampi prati rossastri, passando da bellissime sezioni ricoperte da arieti dorati in periodo autunnale. Il periodo autunnale è quindi particolarmente indicato per poter ammirare il fenomeno del Foliage, ma nulla vieta di percorrere questa escursione anche in primavera o in estate potendo godere di colori ovviamente differenti.

La parte più a nord della valle, dove si estendono i picchi più alti, è probabilmente quella più scenografica, e la presenza del rifugio Saverio Occhi fornisce un ottimo punto di appoggio dove poter mangiare o riposarsi un po’.

Vista la natura lineare dell’escursione, tuttavia, non è possibile pensarlo di semplificarla o chiuderla in maniera diversa. L’unico modo per alleggerire questo trekking è banalmente quello di fermarsi prima, magari alla malga Val Grande o lungo i prati poco più avanti.

Poter sentire il bramito dei cervi e sperare di poterli ammirare in lontananza è sicuramente un’esperienza affascinante. Però, come riportato dai numerosi cartelli lungo tutto il tragitto, siamo all’interno di un parco nazionale ed è fondamentale comportarsi con il massimo rispetto per la natura che ci circonda.

Se siete interessati a questa esperienza, il consiglio è comunque quello di affidarsi a guide che organizzano escursioni guidate negli orari più propizi per poter ammirare i cervi, fornendovi anche tutti gli strumenti adeguati per osservarli da lontano.

Trovate tutte le informazioni su Esperienze e Escursioni in Valle Camonica, cercando gli eventi chiamati “Il bramito dei cervi”.

Acqua lungo il sentiero

Sono presenti alcune fontanelle all’inizio del sentiero ed è presente una fonte d’acqua anche nei pressi del rifugio Saverio Occhi (non potabile). Fate però attenzione che in periodo autunnale o primaverile l’acqua potrebbe essere ghiacciata e le fontane potrebbero non funzionare.

Ti consiglio di utilizzare questa applicazione per visualizzare rapidamente tutte le fontanelle attorno alla tua posizione: Recensione Mapy.cz – La migliore App per il trekking (stefanopoma.it)

Larici dorati lungo il trekking in Val Grande in autunno
Larici dorati lungo il trekking in Val Grande in autunno

Periodo consigliato

  • Primavera: ⚠️Attenzione alla possibile presenza di ghiaccio
  • Estate: ✅
  • Autunno: ⚠️Attenzione alla possibile presenza di ghiaccio
  • Inverno: ⚠️Non l’ho mai percorso in inverno, sono comunque presenti diversi cartelli che indicano tracciati per le ciaspole

Link e riferimenti utili – Val Sedornia

PRO e COTRO e Valutazione

👍Pro:

  • Sentiero relativamente semplice e privo di tratti tecnici
  • Spettacolare in autunno
  • Belle le vedute nell’ultimo tratto della valle

👎Contro:

  • Segnaletica non sempre chiara lungo il tratto nel bosco
  • Alcune sezioni un po’ monotone

Webcam in Val Grande a Vezza d’Oglio

Non sono presenti webcam in Val Grande

Q&A – Escursione in Val Grande al rifugio Saverio Occhi

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