Di recente ho deciso di acquistare un paio di scarpe da trekking basse. I miei scarponi mid Salewa Alp Trainer 2 GTX sono ancora in ottime condizioni, ma in alcune occasioni mi sembrano eccessivi. Inoltre, mi dispiace consumare inutilmente la suola durante sessioni di cammino che prevedono anche tratti su asfalto.
Da qui è nata l’esigenza di trovare un’alternativa più leggera e traspirante, perfetta per escursioni meno tecniche e dal costo decisamente più contenuto. Così se finisco per usarle anche su superfici meno convenzionali, come asfalto e strade bianche, non mi sento troppo in colpa per l’usura della suola. Tra i tanti modelli disponibili sul mercato, la mia scelta è ricaduta sulle Quechua MH500 basse di Decathlon. Mi hanno incuriosito i numerosi pareri positivi trovati online e il prezzo particolarmente competitivo, complice anche un piccolo sconto.

Una recensione in fase di costruzione…
Questo articolo sarà una recensione in divenire, uno spazio in cui raccoglierò impressioni ed esperienze nei prossimi mesi di utilizzo. L’obiettivo è trasformare questi spunti in pareri più consolidati con il tempo. È la prima volta che adotto questo approccio per una recensione e sono curioso di sapere, anche attraverso il vostro feedback, se lo trovate utile.
Nella prima parte della recensione troverete una sezione dedicata alle caratteristiche tecniche, con parametri oggettivi che posso verificare rapidamente e che sono riportati anche nella scheda del produttore.
I successivi paragrafi, invece, saranno un work in progress, con opinioni aggiornate in base alle prove sul campo. I paragrafi ancora in fase di valutazione saranno contrassegnati dal simbolo ⚠️. Una volta maturata un’opinione chiara, sistemerò il testo rendendolo più preciso e rimuoverò il simbolo ⚠️.
In fondo alla recensione inserirò una sezione intitolata “Timeline – Recensione Quechua MH500 basse”, una sorta di diario d’uso in cui annoterò uscite, chilometri percorsi e impressioni varie.
Sperando che questo approccio possa esservi unitile, diamo inizio alla recensione delle Quechua MH500 basse di Decathlon!

Sommario: Scarpe da trekking economiche – Recensione Quechua MH500 basse
- Una recensione in fase di costruzione…
- Sommario: Scarpe da trekking economiche – Recensione Quechua MH500 basse
- Specifiche tecniche delle scarpe Quechua MH500 basse
- Comodità dello scarpone MH500 di Decathlon
- Lacci e linguetta
- Soletta
- Sostegno e protezione del piede
- Grip dato dalla suola proprietaria
- Resistenza all’acqua
- Traspirazione
- Usura dei materiali nel corso del tempo ⚠️
- Prezzo – scarpe Quechua MH500 basse
- Timeline – Recensione Quechua MH500 basse
- Considerazioni finali – Recensione scarpe Quechua MH500 basse
- Apprezzi il mio lavoro e vuoi supportarmi?
- Dove seguirmi? Vuoi restare aggiornato?
Specifiche tecniche delle scarpe Quechua MH500 basse
La scarpa sembra essere abbastanza strutturata, con una tomaia abbastanza flessibile, ma anche con inserti rinforzati su punta e tallone. Intersuola in Eva abbastanza alta, che sulla carta dovrebbe aiutare il piede non stancarsi troppo e una struttura che sembra avvolgere bene il piene mantenendolo stabile, potenzialmente aiutando anche ad evitare piegamenti e storte.
Come già detto su puntale e tallone sono stati piazzati dei rinforzi, non particolarmente rigidi, ma che dovrebbero aiutare comunque a proteggere il piede da colpi involontari a rocce
I lacci sono abbastanza standard, sono elastici, non troppo lunghi e sembra chiudano efficacemente lo scarpone. Per quanto riguarda la linguetta invece, questa ha una forma particolare (in linea con la nuova linea di scarpe Decathlon) con la parte finale che tende ad assottigliarsi e perdere la sua classica imbottitura.
La suola è proprietaria Decathlon e si chiama Outdoor contact. I tasselli sono abbastanza voluminosi e profondi circa 5mm, a questo si aggiunge una tassellatura “a gradino” nella parte frontale e posteriore. Sulla carta dovrebbe essere una buona suola, per quanto ogni volta che si parla si suole proprietarie sia abbastanza complesso fare dei confronti. Con una suola Vibram già recensita su altre scarpe si sarebbe andati ovviamente molto più sul sicuro, ma anche il prezzo ne avrebbe risentito.
La soletta è rimuovibile e può quindi essere sostituita con il prodotto che preferite. Analizzando quella fornita, questa non sembra essere particolarmente strutturata, è fondamentalmente piatta e non troppo spessa.
Decathlon dichiara la presenza di una membrana impermeabile (non in Gore-Tex) in grado di resistere all’acqua per 6 h consecutive. A questo la scheda tecnica aggiunge anche che la scarpa disponga di una buona traspirabilità. Generalmente membrana impermeabile e traspirabilità sono due concetti che non possono coesistere nella stessa scarpa. Su questo punto però bisognerà attendere di fare qualche prova sul campo prima di esprimere un giudizio e capire se quanto scritto sulla scheda tecnica sia solo marketing o abbia un fondo di verità
Per finire il peso di una scarpa è di circa 450g. Esistono ovviamente scarpe basse dal peso ancora più contenuto, ma si tratta comunque di un prodotto tutto sommato leggero, che una volta indossato difficilmente verrà percepito come fastidioso o pesante per il piede.

Comodità dello scarpone MH500 di Decathlon
In tutte le mie uscite, su qualsiasi tipo di terreno, la scarpa si è dimostrata sempre molto comoda. Il peso non eccessivo contribuisce a non farla percepire troppo sul piede, e l’intersuola sufficientemente alta conferisce un ottimo comfort durante la camminata. La struttura flessibile della scarpa in generare è poi un ulteriore punto di forza per quanto riguarda la comodità complessiva.
Ho utilizzato queste MH500 per diverse uscite in montagna e anche per eventi fotografici; complessivamente l’ho tenuta indossata ben oltre le 6 ore nella stessa giornata, e anche dopo lunghe sessioni il feedback complessivo continua a essere positivo: il piede non risulta particolarmente affaticato e la scarpa non genera fastidi evidenti.
Per quanto riguarda il peso, come già detto, la differenza rispetto ad uno scarpone alto la si percepisce, per quanto non si tratti comunque di una scarpa eccessivamente leggera. Durante l’utilizzo di tutti i giorni devo quindi ammettere che ho percepito una certa libertà in più al piede, seppur questo non mi abbia assolutamente stravolto l’escursione o il modo di camminare.
I rinforzi su puntale e tacco sono decisamente più morbidi e meno spessi rispetto a quelli presenti in altri scarponi che ho usato in passato. Durante alcuni trekking mi è capitato di calciare leggermente delle rocce e, nonostante l’imbottitura apparentemente non eccessiva, non ho percepito alcun dolore. Per un utilizzo normale, anche da questo punto di vista, mi sono quindi trovato bene.
Unico aspetto negativo che va segnalato è il fatto che, dopo 2-3 ore di cammino, praticamente sempre le scarpe creano una leggera abrasione appena sopra il tallone. Non mi sono mai spuntate delle vesciche, e mi rendo conto che abrasioni leggere possano dipendere dalla forma del piede e dal tipo di camminata, e non siano necessariamente indice di scarsa qualità del prodotto. Per risolvere il problema, estremamente comune tra gli escursionisti, esistono comunque cerotti appositi o semplice nastro per garze da applicare sulla zona del piede soggetta a sfregamento. Con questo semplice accorgimento, ho risolto completamente la problematica e ho sempre camminato senza ulteriori fastidi.

Lacci e linguetta
Dopo le prime prove, questa linguetta sottile mi ha lasciato qualche dubbio. La struttura è ben imbottita sotto i lacci, ma proprio nel punto in cui vengono stretti e si genera maggiore pressione sul piede, la linguetta si allarga e si assottiglia. Il risultato? Con un nodo particolarmente stretto, si avverte una certa pressione sul dorso del piede, una sensazione che un’imbottitura più generosa avrebbe potuto evitare.
Devo comunque ammettere che, una volta che il piede si abitua alla scarpa, la sensazione di compressione tende ad affievolirsi progressivamente, e torna a farsi sentire solo nei momenti in cui il piede esercita una forte spinta contro i lacci (in particolare durante le discese più ripide).
Complessivamente non lo ritengo un grande contro e sicuramente è un fattore fortemente soggettivo, se però mi proponessero la stessa scarpa con una linguetta più imbottita sono abbastanza convinto che accetterei il cambio.
Per quanto riguarda i lacci questi sono assolutamente classici e dopo diverse escursioni posso dire che si comportano bene. Un po’ per il problema della linguetta ed un po’ perché dopo lunghe sessioni tendono a smollarsi un po’, ammetto comunque che durante una normale escursione mi capita almeno 2/3 volte di doversi stringere nuovamente o risistemare.
Segnalo comunque che Decathlon mette a disposizione dei lacci rapidi, molto simili a quelli utilizzati su scarpe da Trail Running, compatibili con le MH500 e che forse potrebbero contribuire a risolvere parzialmente alcuni dei miei problemi. Per un costo di soli 6€ credo che un giorno li acquisterò e farò dei test a riguardo.
Lacci rapidi Decathlon: link

Soletta
La soletta conferma le primissime impressione che avevo avuto durante la prima prova: si tratta di un prodotto estremamente semplice, scarsamente ammortizzato e con nessun rinforzo particolare per seguire la forma del piede. Non posso dire di aver trovato le scarpe scomode, però se riscontrate qualche tipo di fastidio sulla pianta del piede credo che la soletta possa essere l’indiziato numero uno.
Con pochi euro si riesce indubbiamente a prendersi un prodotto decisamente più strutturato o alternativamente potete ovviamente utilizzare solette che già usate per altri scarponi. Personalmente non ho ancora fatto questa prova, nel corso dei prossimi mesi non mi dispiacerebbe però verificare le differenze percepite con una soletta migliore.
Anche in questo caso Decathlon mette a disposizione dei prodotti che sembrano essere adatti allo scopo:
Soletta montagna HIKE 900 LIGHT
Sostegno e protezione del piede
In termini di avvolgimento e supporto a tallone e caviglia il comportamento è decisamente buono su terreni non particolarmente impervi. In caso di discese su terreno roccioso particolarmente disconnesso mi è invece capitato alcune volte di muovere un po’ troppo la caviglia (senza mai prendere delle storte). In queste situazioni non nego che mi sarei sentito decisamente più sicuro con il supporto dato da uno scarpone mid.
Si tratta insomma di una scarpa bassa e non avendone provate molte non sono in grado di fare paragoni particolari, quello che posso dire, dopo diversi km percorsi, è che il supporto alla caviglia non è certo nullo, ma bisogna anche essere un minimo più accorti in caso di terreni particolarmente complessi.
Ovviamente abitudine e muscolatura adeguata contribuiscono a mitigare molto il problema, se venite da uno scarpone mid quindi evitate di strafare alla prima uscita e lasciatevi del tempo per abituarvi.
Dopo diversi trekking fatti con questa MH500 mi sono dato la regola di utilizzarla per tutti quei contesti “semplici”:
- Cammini
- Sentieri con molte sezioni su asfalto, strade bianche e mulattiere
- Trekking a quote non troppo alte dove il fondo sarà principalmente costituito da terra ed erba
Se invece so di dover compiere un trekking un po’ più complesso, con molti passaggi su roccia e con un dislivello importante, tendo ancora a preferire i mie vecchi scarponi mid, proprio per una questione di supporto al piede.

Grip dato dalla suola proprietaria
La suola proprietaria, dopo innumerevoli test su svariate superfici, mi ha sinceramente stupito in positivo: è probabilmente la componente di maggior qualità dell’intera scarpa.
I tasselli profondi, la loro distribuzione intelligente e, soprattutto, la tassellatura “a gradino” nella zona frontale e posteriore, contribuiscono a offrire un grip eccellente su quasi tutte le superfici asciutte, rendendo la camminata stabile e sicura.
Dai test condotti su terreno bagnato, il grip complessivo subisce un lieve calo. Rimane comunque molto valido su erba e fango, ma perde un po’ di efficacia su rocce bagnate particolarmente lisce.
Devo comunque ammettere che quasi ogni suola provata nel corso di questi anni dimostrava delle incertezze su rocce bagnate e lisce. Nel caso di questa Outdoor Contact le prestazioni mi sembrano completamente nella media. Complice però anche il supporto al piede che, per natura, non potrà essere paragonabile a quello di uno scarpone mid, tutti i tratti affrontati su rocce bagnate negli ultimi mesi mi hanno lasciato con qualche leggero dubbio.
Come già accennato in precedenza, per i trekking in alta quota dove sono previsti lunghi tratti rocciosi e un’alta probabilità di terreno bagnato, continuerò a preferire i miei vecchi scarponi.
Resistenza all’acqua
La membrana impermeabile proprietaria, fino ad oggi, ha sempre fatto egregiamente il suo dovere: tutta l’acqua caduta sulla superficie della scarpa è stata efficacemente trattenuta all’esterno.
Va detto, però, che non mi è ancora capitato di camminare a lungo sotto una pioggia intensa, quindi la mia esperienza resta per ora piuttosto limitata sotto questo aspetto.
Tengo comunque a sottolineare che, anche ammesso che la membrana sia perfettamente impermeabile, il rischio di bagnarsi i piedi con una scarpa bassa resta elevato. Pioggia battente o erba molto bagnata possono facilmente inzuppare la parte alta della calza o del pantalone, facendo poi scendere l’acqua direttamente all’interno della scarpa.
Insomma, tutto dipende dal tipo di utilizzo che ne volete fare e dagli accessori di cui disponete — penso ad esempio a un buon sovrapantalone impermeabile in caso di maltempo. Personalmente, mi capita spesso di camminare su terreni fangosi e bagnati, magari dopo un temporale avvenuto qualche ora prima. In tutte queste situazioni sono davvero soddisfatto di indossare una scarpa che riesce a tenere efficacemente l’acqua all’esterno.
Se invece dovessi affrontare un trekking molto lungo con la certezza di pioggia prolungata, credo che anche in questo caso continuerei a preferire uno scarpone alto.

Traspirazione
Ad oggi ho utilizzato queste scarpe con una temperatura massima di circa 26 °C. Non si tratta certo di una condizione estrema, ma ritengo possa comunque offrire una prima indicazione sulla traspirabilità complessiva del prodotto.
Come immaginavo, la presenza della membrana impermeabile limita inevitabilmente le prestazioni dal punto di vista della traspirazione. Personalmente, sono sempre stato abituato a scarponi piuttosto robusti con membrana, quindi la sudorazione del piede in montagna non mi ha mai creato particolari disagi. Con queste MH500, devo dire che ho percepito un leggero miglioramento, probabilmente non tanto per i materiali, quanto per il fatto che si tratta di una scarpa bassa, e il piede rimane in generale più aerato.
La membrana, come in tutte le scarpe da trekking che ho provato finora, rappresenta quindi un inevitabile compromesso:
- Volete una buona resistenza all’acqua, accettando il rischio di sudare un po’ di più in piena estate?
- Oppure preferite rinunciare alla membrana per avere una scarpa più traspirante?
La scelta è del tutto soggettiva e dipende, ancora una volta, dall’uso che intendete farne.
Usura dei materiali nel corso del tempo ⚠️
Dopo più di 150 km percorsi posso fare alcune prime considerazioni riguardanti l’usura dei materiali di queste Quechuea MH500 basse.
Per quanto riguarda la struttura esterna della scarpa (intersuola, tomaia, lacci, linguetta ecc.) la scarpa sembra ancora essere praticamente perfetta. L’utilizzo anche su terreno roccioso e gli inevitabili urti non hanno causato nessun tipo di abrasione o danno ai materiali. Avendo inoltre cura di lavare e asciugare la scarpa correttamente devo dire che ad oggi il tutto si sta preservando alla perfezione.
Come avviene per quasi tutte le scarpe che ho provato, l’usura della tomaia dipende fortemente dal tipo di materiale che si è deciso di utilizzare. Nel caso di questa MH500 ci sono delle sezioni in una sorta di pelle scamosciata che, per mia esperienza, sono sempre quelle aree dello scarpone che soffrono maggiormente il passare del tempo e anche in questo caso dubito fortemente che il decorso sarà diverso.
Per quanto riguarda la suola il discorso è leggermente diverso. I tasselli molto profondi che si distribuiscono lungo tutta la superficie della suola sono ancora praticamente perfetti e il grip che possono conferire non è assolutamente cambiato. Le piccole tassellatura “a gradino” nella parte frontale e posteriore sono invece l’unica parte che ha subito danno abbastanza evidenti: i tasselli più piccoli sono già abbastanza consumati e certi pezzi particolarmente sottili sembra che si stiano letteralmente staccando.
Anche in questo caso ammetto che, per mia esperienza, anche suole di maggiore qualità presentano qualche piccolo problemino nella parte frontale e posteriore, dove l’usura è sempre decisamente più marcata. Le suole Vibram del mio scarpone principale, pur non presentando delle vere e proprie rotture come in questo caso, hanno tutti i tasselli nella parte frontale del piede consumati e lisci.
Insomma la scarpa si sta consumando principalmente in quei punti dove tutte le scarpe da trekking soffrono maggiormente. Considerando i chilometri percorsi e i tipi di terreni affrontati non credo tuttavia che questa suola possa essere destinata a durare i classici 800/1.000 km di una suola Vibram di buona qualità.

Prezzo – scarpe Quechua MH500 basse
Il prezzo delle Quechua MH500 basse è di di 64.99€, con però diversi sconti durante l’anno che le portano anche sotto i 60€: Link Decathlon
Si tratta di un prezzo decisamente basso per un prodotto di questo tipo, andando ad inserirle tranquillamente nella categoria delle scarpe economiche.
Timeline – Recensione Quechua MH500 basse
| Tempo con le scarpe ai piedi | 76:00 h |
| Km percorsi | 130.00 km |
| Dislivello | 7.000 m |
2025-03-26 Arrivo del pacco
Il pacco con le Quechua MH500 basse numero 44 è arrivato oggi.
2025-03-29 Prima escursione
Oggi ho percorso circa 9 km con 550 m di dislivello su un terreno estremamente vario:
- Asfalto bagnato
- Strada bianca
- Mulattiera sterrata
- Sentiero (a tratti asciutto, a tratti molto fangoso)
- Brevi sezioni su roccia
- Alcuni tratti su neve fresca (inaspettata per oggi)
La calzatura si è rivelata molto comoda e, dopo 3 ore di escursione, il piede non mostrava segni di affaticamento. Su tratti pianeggianti le scarpe hanno offerto un’ottima stabilità, mentre in salita il grip delle suole mi ha positivamente sorpreso su quasi tutti i tipi di terreno.
L’unico aspetto negativo l’ho riscontrato nelle discese più ripide: la linguetta molto sottile, unita alla mia abitudine di stringere molto i lacci, ha generato una forte pressione sul piede. Non essendo abituato a questa sensazione, avendo sempre utilizzato scarponi con linguetta spessa, l’ho percepita come un fastidio.
La membrana impermeabile ha inoltre tenuto molto bene la neve, seppur i tratti innevati e bagnati fossero veramente brevi.
2025-04-04 Breve giro in campagna
Oggi ho fatto un breve giro in campagna, lungo strade e sentieri che solitamente percorro correndo. L’obiettivo era testare la comodità della scarpa durante semplici camminate.
Il verdetto? La comodità di una normale scarpa da ginnastica risulta chiaramente superiore, così come anche la traspirabilità. Ho notato inoltre che, se abbinata a calze non sufficientemente imbottite o non specifiche per il trekking, la scarpa può causare diversi piccoli fastidi al piede.
2025-04-05 Trekking da 21 km
Trekking di circa 21 km per un totale di 6 ore di attività, più un’ora di pausa. Ho testato la scarpa su vari terreni: asfalto, strade sterrate e un classico sentiero immerso nel bosco e nei prati.
Confermo le ottime impressioni sul grip della suola.
Dopo l’intera sessione ho iniziato a percepire un po’ di affaticamento alla pianta del piede, soprattutto nell’ultimo tratto su asfalto. Va però detto che non sono comparse vesciche né abrasioni. Anche in questa uscita, l’uso di un calzino tecnico si è rivelato fondamentale per rendere l’esperienza più confortevole.
Inizio invece a nutrire qualche dubbio sulla soletta: la struttura, piuttosto sottile e priva di particolari zone ammortizzate, potrebbe aver contribuito all’affaticamento nella parte finale dell’escursione.
A parte questo, nessun altro fastidio rilevante: la scarpa si è dimostrata molto comoda e piacevole da usare su terra, erba e rocce.
Anche in questa occasione ho stretto molto i lacci per affrontare le discese. In circa 2 ore complessive ho dovuto stringerli di nuovo un paio di volte. La pressione sul piede è risultata molto più tollerabile rispetto al giorno precedente, forse grazie alle calze più adatte, o forse perché sto iniziando ad abituarmi alla calzata.
2025-04-13 Trekking da 13 km e 550 m di dislivello
Nuovo test in un trekking non particolarmente impegnativo, interamente sviluppato su strade bianche, asfalto e piste ciclopedonali (i tratti di puro sentiero erano veramente limitati.).
La giornata era soleggiata e non era presente alcun tratto bagnato o scivoloso.
Il feedback sulla suola continua ad essere molto positivo
Per quanto riguarda la traspirabilità, sotto un sole particolarmente intenso e 18 °C di temperatura percepita, devo ammettere che il piede ha iniziato a sudare un po’ (soprattutto nei tratti di maggior salita). Il comportamento complessivo è comunque migliore rispetto a quello dello scarpone mid che possiedo, ma non considererei questa scarpa come “molto traspirante”.
Le lunghe sezioni non su sentiero di questa camminata mi hanno causato per la primissima volta una leggera abrasione (e principio di vescica) appena sopra il tallone, proprio nel punto dove la struttura della scarpa termina. Questa non è una buonissima notizia per quanto sia forse ancora un po’ presto per trarre conclusioni. Per il mio piede credo comunque che questa scarpa debba necessariamente essere abbinata con una calza ben strutturata per prevenire questi problemi e non debba essere usata solo su asfalto.
2025-04-13 Evento fotografico
Ho provato a sperimentare le scarpe anche durante un evento fotografico che prevedeva di muoversi su asfalto e sterrato seguendo una gara ciclistica. Il tempo non è stato molto benevolo e dalle 7:00 alle 12:00 ha praticamente piovuto incessantemente. Con i giusti pantaloni le scarpe si sono comportate alla perfezione, il piede è rimasto perfettamente asciutto e ho potuto camminare su tutti i tipi di terreni senza troppa preoccupazione.
2025-04-26 Trekking di 26 km
Proseguiamo con un trekking si circa 26 km su asfalto, strade bianche, brevi sentieri e ciottolato. Il terreno era asciutto e le scarpe hanno continuato a comportarsi alla perfezione in termini di grip.
Anche in questa uscita si è presentato lo stesso problema del principio di vescica appena sopra il tallone. Questa volta però l’ho risolto coprendo la zona interessata con un cerotto e da quel momento in poi non ho più avuto problemi.
La giornata non era particolarmente soleggiate e la temperatura massima era attorno ai 19 °C, con queste condizioni la scarpa non mi ha fatto sudare il piede e la traspirabilità si è dimostrata essere sufficiente. La presenza di sole diretto è evidente che giochi un ruolo fondamentale in termini di calore percepito e di sudorazione del piede.
Complessivamente ho indossato le scarpe per più di 7 ore e, escludendo il principio di vescica, non ho percepito nessun particolare dolore o problema.
2025-05-01 Camminata 20 km
Camminata di circa 20 km su sentiero pianeggiante, passando per boschi, strade sterrate e asfalto.
Ho voluto provare le MH500 anche in questo contesto in quanto la temperature era attorno ai 26 °C ed ero curioso di valutarne la traspirabilità in attività ad intensità limitata. Il piede non ha sudato eccessivamente per quanto sarebbe stato indubbiamente più piacevole camminare con delle scarpe da ginnastica classiche (più leggere e più traspiranti).
Si è nuovamente presentato il problema delle vesciche su entrambi i piedi.
2025-05-02 Trekking di 12 km e 900 m di dislivello
Oggi altra camminata in montagna su terreno prevalentemente terroso e asciutto. Questa volta ho provato ad applicare del nastro per bende nel punto dove tendono a formarsi le vesciche. Il semplice spessore del nastro ha eliminato completamente il fastidio che provavo e ha risolto completamente il problema. Devo quindi di applicarlo sempre prima di ogni escursione.
Per quanto riguarda tutti gli altri aspetti della scarpa, continuano ad essere validi i feedback positivi espressi precedentemente.
2025-05-24 Due trekking di 12 km e 900 m di dislivello
Oggi ho fatto due escursioni in un’unica giornata. La prima 10 km e 700 m di dislivello, la seconda invece da 2 km e 200m di dislivello totali.
Il terreno era prevalentemente asciutto, ma in alcune aree c’erano ancora delle zone bagnate dalla piogge dei giorni scorsi. Passando nell’erba bagnata le scarpe si sono comportate bene e non hanno minimamente fatto passare l’acqua. Per quanto riguarda invece l’aderenza su terreno bagnato devo segnalare che su alcune rocce particolarmente lisce il grip non si è comportato bene, e ho avuto la sensazione di non essere perfettamente stabile.
Continuando ad utilizzare il nastro non sono comparse vesciche (direi che per questo problema è la soluzione definitiva)
2025-06-07 Trekking da 11 km su terreno bagnato
Oggi ho fatto un altro trekking di circa 11 km dopo una breve pioggia. Il terreno era quindi abbastanza bagnato, con rocce e radici leggermente scivolose. Anche in questo caso il grip della suola si è comportato sufficientemente bene e complessivamente l’intera escursione è stata decisamente piacevole.
Non posso che sottolineare nuovamente tutti i fattori positivi emersi durante gli scorsi mesi, senza sottolineare nessun nuovo contro emerso.
2025-06-20
Oggi ho fatto un altro trekking di circa 11 km dopo una breve pioggia. Il terreno era quindi abbastanza bagnato, con rocce e radici leggermente scivolose. Anche in questo caso il grip della suola si è comportato sufficientemente bene e complessivamente l’intera escursione è stata decisamente piacevole.
Non posso che sottolineare nuovamente tutti i fattori positivi emersi durante gli scorsi mesi, senza sottolineare nessun nuovo contro emerso.
2025-07-20 Vacanza in val Pusteria
4 giorni di trekking (semplici) in Val Pusteria, dove ho praticamente usato solamente questa scarpa. Brevi giri attorno a dei laghi, passeggiate in paese, escursioni su mulattiere e sentieri, insomma ho usato questa MH500 praticamente per tutto, compreso un giro in bici di circa 45 km.
Con il solito cerotto e con temperature che non sono mai salite sopra i 28°C questa scarpa di trekking si è dimostrata essere molto buona anche per contesti ed utilizzi più indicati per una normale scarpa da ginnastica.
Questa vacanza era il banco di prova per capire se potesse valer la pena portare questa MH500 come scarpa “generica” per una viaggio di 2 settimane che farò a breve. La risposta è sì.
2025-08-03
Trekking da 12 km e 800 m di dislivello sul lago d’Iseo, lungo un terreno principalmente fangoso e umido. Per quanto con molto fango sia indubbiamente più comodo l’utilizzo di uno scarpone alto, anche oggi la scarpa ha fatto bene il suo, prevenendo all’acqua di entrare e garantendo un buon grip anche su superfici bagnate

Considerazioni finali – Recensione scarpe Quechua MH500 basse
Le scarpe basse Quechua MH500 sono indubbiamente un prodotto dal rapporto qualità/prezzo interessante. Dopo diversi mesi di utilizzo e molti chilometri percorsi devo dirmi complessivamente molto soddisfatto delle performance complessive di queste scarpe e sinceramente mi sarei aspettato qualche piccolo difetto o problema in più:
- L’impermeabilità fa il suo lavoro
- La scarpa è comoda
- La struttura sorregge bene la caviglia (pur essendo una scarpa bassa)
- La sua offre un ottimo grip
In questa recensione ho comunque elencato alcuni difetti o caratteristiche che non mi convincono completamente e ammetto tranquillamente che se tutti questi “problemi” li avessi trovati su uno scarpone da 200/250€ sarei stato decisamente più duro in questa recensione. Le opinioni espresse quindi tengono inevitabilmente conto della fascia di prezzo di questo prodotto e di come, pur costando 1/3 di molti altri scarponi, offra in molti casi performance in linea con prodotti decisamente più costosi.
A chi consiglierei quindi queste scarpe? La domanda è un po’ complessa in quanto si tratta ovviamente di un prodotto entry level, ma per un completo neofita della montagna sinceramente eviterei di consigliare delle scarpe basse.
Per chi è invece interessato solamente a brevi e semplici cammini su terreno collinare e pianeggiante, il grosso problema di questa scarpa è la traspirabilità non adatta a quote basse e temperature troppo alte. Se quello è l’unico scopo esistono prodotti molto più indicati (anche semplicemente lo stesso scarpone ma senza membrana impermeabile).
Personalmente quindi le vedrei come un ottimo acquisto per tutte quelle persone che sono già abituate ad andare in montagna e che possiedono già uno scarpone principale, e che, per svariati motivi, sentono il bisogno di provare una scarpa meno strutturata e più leggera per tutte quelle escursioni più “semplici”. Non la vedo quindi come scarpa principale per chi vuole fare un po’ di tutto i quanto presenta troppe limitazioni, soprattutto se si vogliono affrontare terreni un po’ più complessi. Si tratta però di un ottimo prodotto di backup, da indossare lungo mulattiere, strade bianche o percorso di media montagna che sappiamo essere semplici.
👍Pro:
- Ottima la suola
- La membrana impermeabile funziona bene
- La struttura complessiva è comoda
👎Contro:
- Parcheggio più vicino limitato e a pagamento

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