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Tra la val Seriana e la val di Scalve si trova il bellissimo passo della Manina, caratterizzato dalla presenza dell’iconica chiesetta “della Manina”. Quest’ultima situata a 1.850m in un punto estremamente privilegiato per la sua vista a 360 gradi.

Il passo separa i comuni di Valbondione, da una parte, e di Vilminore di Scalve dall’altra. Giunti in cima dovremmo quindi godere della splendida vista sui pizzi più alti dell’alta val Seriana e contemporaneamente, voltandoci verso il punto di partenza, dovrebbe esse ben distinguibile anche il massiccio della Presolana.

Ci attente una di quelle situazioni in cui non si sa dove girarsi per scattare? Scopriamolo!

Escursione al passo della Manina da Nona
Escursione Passo della Manina e rifugio Mirtillo da Nona

Sommario Escursione Passo della Manina e rifugio Mirtillo

Trekking al Passo della Manina – Video vlog

Dati tecnici – Escursione passo della Manina e rifugio Mirtillo

DifficoltàE – Escursionistico
Durata5:00 (A/R)
Anello
Distanza14,50 Km
Dislivello1.000 m
SentieriCAI 408, 401, 309
TipologiaTrekking
Data24/05/2026
Scheda tecnica

Descrizione breve – Trekking Passo delle Manina e Rifugio Mirtillo da Nona

Il Passo della Manina può essere raggiunto da vari sentieri alternativi; quello proposto ha come partenza il piccolo paese di Nona (BG), in Val di Scalve.

A Nona si trovano alcuni parcheggi nei pressi del centro del paese, alcuni spiazzi lungo la strada e un ampio spiazzo sterrato a lato delle case. Tutti i parcheggi sono a pagamento e gestiti tramite sistema “Gratta e sosta” oppure con pagamento giornaliero tramite Easy Park.

Lasciata l’auto, si imbocca il sentiero CAI 408, che risale lungo l’abitato ed entra successivamente in un fitto bosco di abeti. Il tracciato è di fatto un’ampia mulattiera, con pendenza moderata e priva di difficoltà.

Dopo un primo tratto nel bosco, ci si ritrova in vasti pascoli e in uno scenario decisamente più aperto, che consente di ammirare i primi bei scorci sulla Presolana.

Proseguendo si raggiunge il vecchio rifugio Case Rosse e qui si può scegliere se mantenere l’ampia strada del sentiero CAI 408 oppure prendere una deviazione tra i prati, leggermente più diretta.

In entrambi i casi, dopo circa 20 minuti di cammino, si raggiunge il Passo della Manina, dominato dall’iconica chiesetta, con una vista che spazia sui pizzi più iconici delle Orobie, sulla Val Seriana e sui pascoli attraversati nell’ultimo tratto.

Il ritorno può avvenire lungo lo stesso tratto dell’andata.

Se volete allungare un po’ l’escursione, c’è però modo di aggiungere facilmente altri punti di interesse. Tornando al segnavia del passo viene segnalata la presenza del Rifugio Mirtillo, a circa 40 minuti di cammino.

Per raggiungerlo si imbocca il sentiero CAI 401 “Alta Via delle Grazie” e si prosegue a mezzacosta lungo un classico sentiero di montagna. Dopo alcuni saliscendi si giunge a un bivio e qui, voltando a destra, si esce dal tracciato principale iniziando a risalire le pendici del Monte Sponda Vaga.

Dopo pochi tornanti si raggiunge il pianoro erboso dove sorge il Rifugio Mirtillo, punto ideale per fermarsi a mangiare o fare un pic-nic.

Volendo proseguire, si inizia a scendere lungo un’ampia strada non numerata che aggira il monte e porta a superare la funivia Sponda Vaga. Nei pressi degli impianti di risalita si iniziano a individuare evidenti cartelli che segnalano la presenza del Lago Spigorel.

Seguendo i cartelli in legno si piega a destra, si risale un piccolo pendio e ci si ritrova in un bel vallone dominato dalla Corna Spigorel.

Deviando a destra si inizia a perdere quota e, ben presto, incastonato tra rocce e prati, si comincia a scorgere lo specchio d’acqua del Lago Spigorel. Il sentiero consente di raggiungerne direttamente le sponde, dove è possibile fermarsi per un meritato riposo.

La via del ritorno può essere affrontata lungo lo stesso tratto dell’andata; volendo però fare un giro leggermente diverso, si può imboccare nuovamente il sentiero “Alta Via delle Grazie” e risalire su sentiero roccioso verso il Monte Barabrossa.

Dopo diversi metri di salita si incrocia un cartello che indica, sulla sinistra, un tratto EE per raggiungere il Passo della Manina. Proseguendo in quota e prestando attenzione ad alcuni tratti leggermente esposti, ci si avvicina nuovamente al Monte Sponda Vaga, fino a raggiungere un pianoro e ricongiungersi poi con il sentiero che dal Passo della Manina porta al Rifugio Mirtillo.

Il resto della discesa avviene lungo lo stesso tratto dell’andata.

Escursione Passo della Manina da Nona e rifugio Mirtillo
Escursione Passo della Manina da Nona e rifugio Mirtillo

I punti di partenza per il passo della Manina

sentieri che ci permettono di raggiungere direttamente il passo sono essenzialmente due. Il primo prende il via vicino agli impianti di risalita di Lizzola (frazione di Valbondione), il secondo invece inizia nel piccolo borgo di Nona (frazione di Vilminore di Scalve).

Optiamo per la seconda opzione semplicemente perchè ci permette di risparmiare qualche minuto di viaggio in auto. A parte questo dettaglio, totalmente dipendente dal vostro punto di partenza, i due itinerari hanno lo stesso dislivello e tempi di percorrenza molto simili. Vi lascio qua qualche ulteriore dettaglio sul sentiero che parte da Lizzola (sentiero CAI 307).

Escursione Passo della Manina - Vista dal Passo
Escursione Passo della Manina – Vista dal Passo

La mappa – Escursione Passo della Manina da Nona

Mappa: Trekking al Passo della Manina e al rifugio Mirtillo

Mappa Escursione Passo della Manina da Nona
Mappa Escursione Passo della Manina da Nona

Raggiungere Nona e parcheggiare

Una volta giunti a Vilminore bisognerà seguire la strada per Colere (strada provinciale 58), per poi svoltare a destra verso il paese di Roccolo e successivamente quello di Pezzolo.

Solo nei pochi chilometri che separano Pezzolo da Nona la strada si fa leggermente stretta, ma non presenta comunque mai tratti complicati o pericolosi. Come al solito vi lascio il link per impostare la destinazione sul vostro navigatore link (vi assicuro che è impossibile sbagliarsi).

Il gruppo di case che costituisce il piccolo paesino di Nona è veramente molto piccolo e gli spazi adibiti a parcheggio sono ovviamente estremamente limitati. Fortunatamente però, una volta superata la chiesa, è possibile svoltare a destra in una stradina abbastanza stretta che ci condurrà appena fuori dal paese, in un parcheggio di terra battuta.

parcheggio Nona Vilminore di Scalve
Parcheggio Nona Vilminore di Scalve

Come viene chiaramente riportato dal cartello i parcheggi in questa zona sono a pagamento nel periodo estivo. Vi consiglio comunque di verificare queste informazioni sul sito ufficiale della val di Scalve (Pass Parcheggio a Vilminore di Scalve – Val di Scalve) oppure di contattare direttamente l’ufficio turistico.

Il biglietto “Gratta e sosta” può essere acquistato un po’ ovunque nei paesi attorno a Vilminore e può essere utilizzato anche nei mesi successivi all’acquisto. A Nona l’unico esercizio commerciale convenzionato è il “bar della nona” (che poi è l’unico bar del paese).

Nell’estate 2026 i parcheggi risultano presenti anche sull’applicazione Easy Park e, con un piccolo supplemento, è possibile pagare la sosta giornaliere direttamente dall’app

gratta e sosta parcheggio vilminore di scalve
Gratta e sosta parcheggio Vilminore di Scalve

Partenza sul sentiero CAI 408 verso il Passo della Manina

La nostra escursione ha inizio nel centro del paese, dove dei cartelli indicano chiaramente la direzione da seguire per imboccare il 408 e raggiungere il passo della Manina.

Camminiamo quindi per qualche minuto nelle strette vie del borgo, per poi immetterci sulla strada forestale che costituisce il tratto iniziale del sentiero CAI 408.

I primi 3 Km vengono quindi percorsi su questa strada molto larga e continuamente attraversata da mountain bike e motocross. In montagna non è mai bellissimo doversi mettere a lato di un sentiero per lasciare il passo ad un veicolo, ma purtroppo questo primo tratto non presenta nessun’altra alternativa.

La giornata però è veramente perfetta: l’aria è fresca, si sente profumo di bosco e l’afa della pianura è ormai solo un brutto ricordo. Il sole intanto gioca a nascondino con delle delicate nuvole bianche: talvolta uscendo allo scoperto e accendendo i colori dei vasti prati che ci circondano, molto più spesso rimanendo nascosto lasciandoci nell’ombra.

Sbirciando tra i rami del fitto bosco possiamo, tra l’altro, già scorgere il massiccio della Presolana, che con le sue rocce grigie crea un bellissimo contrasto di colore sul verde della vallata.

Sentiero CAI 408 Nona Passo della Manina
Sentiero CAI 408 Nona Passo della Manina

Rifugio Case Rosse

Giunti a circa 1.500m ci rendiamo più chiaramente conto del paesaggio che ci circonda. Il bosco è ormai superato e davanti a noi si estendono solamente vastissimi spiazzi verdi

A Sud c’è sempre la Presolana, che ci accompagna sin dall’inizio del percorso.

A Nord-Ovest però iniziamo già a scorgere la sagoma della chiesetta della Manina, proprio posta nel centro del passo che dobbiamo raggiungere.

Sentiero CAI 408 Nona
Sentiero CAI 408 da Nona

Proseguendo per qualche altro centinaio di metri giungiamo alla prima possibile svolta del sentiero. Ci troviamo ora in prossimità del rifugio Cà Rosse.

Giusto per curiosità decidiamo di avvicinarci al complesso di edifici e qui individuiamo una traccia alternativa. Sostanzialmente il sentiero 408 in questa zona svolta a sinistra, supera un piccolo torrente e si porta sul versante sinistro della valle. Prima del 2019 questo tratto non esisteva e il 408 rimaneva sul versante destro, raggiungeva il rifugio Cà Rosse e proseguiva dritto fino al passo.

Rifugio Cà Rosse - Trekking al Passo della Manina
Rifugio Cà Rosse – Trekking al Passo della Manina

Ovviamene il cammino consigliato è quella di sinistra, perchè è ben segnato e la salita risulta essere più morbida. Il tratto di destra però non è scomparso (anzi quando siamo saliti avevano appena messo dei nuovi paletti per indicare meglio la strada) però è sicuramente più ripido e in certi punti non è chiarissimo dove si trovi la traccia.

Decidiamo di salire seguendo il tratto di destra per poi, al ritorno, scendere col buio lungo il “vero” 408.

Vecchio sentiero 408 - Trekking Passo della Manina
Vecchio sentiero 408 – Trekking Passo della Manina

L’ultima salita verso il passo della Manina

Questo nuovo tratto si trasforma definitivamente in un sentiero e taglia in maniera molto decisa in mezzo ai pascoli di questa zona. È talmente poco battuto che l’erba in molti punti ha ricoperto interamente la terra battuta del sentiero, rendendo quindi difficoltoso capire dove mettere i piedi.

In ogni caso non ci sono pericoli e anche se la traccia non è chiarissima si può brevemente deviare sull’erba.

È però in questa zona che decido di tirare fuori dalla zaino la macchina fotografica per la prima volta dall’inizio dell’escursione. La luce è ancora molto dura, ma il fitto di strato di nuvole riesce a diffonderla in maniera abbastanza efficace. Ed è così che in un’unica inquadratura riesco ad inserire le verdi collinette delle valle, la roccia viva delle montagne retrostanti e un cielo interamente bloccato da nuvole bianche.

Sembra promettere bene, speriamo che tutte queste nuvole non se ne vadano prima del tramonto.

Aspettiamo una ventina di minuti e il sole decide nuovamente di uscire per farci un rapido saluto. I suoi raggi però non abbracciano l’intero paesaggio, ma dipingono dei sottili tratti di colore solo in alcune zone: ora sulla cima di quella collinetta, poi su quella parete rocciosa ed infine su quelle montagne in lontananza. Le condizioni cambiano troppo rapidamente ma proviamo comunque a portare a casa qualche scatto.

Il Passo della Manina

Non possiamo rimanere fermi su questi prati per tutto il pomeriggio, così decidiamo di percorrere rapidamente l’ultimo tratto e giungere finalmente al passo della Manina.

Appena toccato il cartello che segna quota 1.798m la vista si apre su un paesaggio completamente nuovo e che per tutto il tratto della salita ci era stato nascosto.

Davanti a noi il Pizzo Coca, il Redorta e il Diavolo; alla nostra destra il monte Sasna, il Gleno e il Cimone. Sotto di noi invece si vede Lizzola e i suoi impianti di risalita (partenza del percorso alternativo).

Questo è anche il punto che esalta maggiormente la vista che ci ha accompagnati per tutto il tratto iniziale: girandoci a Sud la Presolana domina tutta la vallata ed in lontananza si vede distintamente il Pizzo Camino.

Trekking Passo della Manina - Vista sulla Presolana
Trekking Passo della Manina – Vista sulla Presolana

La chiesetta della Manina

Non dimentichiamoci però della chiesetta che, se possibile, rende l’intero contesto ancora più magico.

La struttura non è molto grande e per le norme anti COVID non è attualmente visitabile internamente. Peccato, comunque i suoi gradoni offrono un comodo piano d’appoggio per il pic-nic, mentre l’edificio ci ripara efficacemente dal vento freddo.

Sono le 18:30 e il sole non scenderà prima delle 20:45. Non ci resta che rilassarcimangiare qualcosa e iniziare a pensare alle composizioni migliori per il tramonto

Ringrazio Adalberto Morzenti per questi due scatti storici:
Il 4 giugno 1949 la Statua della Madonna Pellegrina arrivava alla Manina
Il 10 ottobre 1949 veniva inaugurata la Cappella della Manina

Finalmente il tramonto

Le quasi due ore di attesa ci danno tempo per riflettere a fondo sui possibili spot fotografici presenti in zona. La vista del passo è effettivamente molto ampia, ma non permette di cogliere un elemento estremamente singolare di questo luogo: la chiesetta.

Per questa ragione decidiamo di salire di qualche decina di metri, seguendo il tratto del sentiero 401 che conduce sulla punta del monte Pizzol (2.070m). La forte pendenza ci permette di guadagnare molto dislivello in pochissimi minuti e portarci in una posizione sufficientemente sopraelevata.

Da qui perdiamo parte della vista panoramica del passo, ma guadagniamo questo splendido scorcio sulla chiesetta della Manina, incorniciato alla perfezione da questi fiorellini rosa in primo piano e dal maestoso Pizzo Coca sullo sfondo.

Fortunatamente il 401 ci fa proseguire lungo il crinale delle montagna, permettendoci quindi di avere ancora una buona vista lungo i due versanti. A Est infatti il sole sta tramontando portandosi alle spalle del pizzo del Diavolo, ad Ovest invece il grigio delle parete Est della Presolana è ormai mutato in un rosa molto acceso. Ancora una volta non sappiamo dove girarci per cogliere appieno la bellezza di questi attimi.

Sulla via del ritorno verso il paese di Nona

La parte più accesa della golden hour dura solo un paio di minuti. Dopo l’esplosione dell’arancione sui prati e del rosa nelle rocce, il sole si porta dietro il Pizzo del Diavolo e troppo rapidamente tutte queste tinte calde ci abbandonano.

Nel giro di pochissimi giri di orologio i toni caldi lasciano spazio a quelli freddi: l’erba si scurisce, il cielo si tinge di blu e tutte le montagne attorno a noi tornano ad avere delle “normalissime” rocce grigie. C’è da dire che anche questo momento della sera ha il suo fascino quindi, durante la discesa al passo per ritrovare il 408, ci fermiamo per un altro paio di scatti.

Passo della manina discesa di notte
Passo della manina discesa di notte

Come già anticipiamo per il ritorno scegliamo di percorrere il tratto del 408 più recente e battuto. La strada è effettivamente ben tenuta e molto larga, quindi percorrerla anche con il buio non sarà assolutamente un problema.

Ormai sono quasi le 22:00 e in giro non c’è più nessuno, il camino del rifugio è acceso, dalle finestre filtra una luce calda, in lontananza si sente un muggito, l’abbaiare di qualche cane… Il bosco inghiottisce il resto dei rumori e nella sua oscurità, attenuata sporadicamente da qualche lucciola, ci accompagna fino a Nona.

Vista sul Rifugio Cà Rosse
Vista sul Rifugio Cà Rosse

Variante – Sentiero per il Rifugio Mirtillo

Sul Passo della Manina ci sono tornato più volte e, ovviamente, attorno a questo bel spiazzo si estendono tanti altri sentieri che possono allungare anche di molto l’intera escursione.

Con un po’ di tempo in più a disposizione e arrivando sul passo di prima mattina, decidiamo di proseguire verso il Rifugio Mirtillo (a circa 45 minuti di strada dal passo).

Tornati sui nostri passi, incrociamo il segnavia del passo, dove evidenti cartelli indicano la presenza del Rifugio Mirtillo, raggiungibile seguendo il sentiero “Alta Via delle Grazie” CAI 401.

Superato il confine tra la Val di Scalve e Valbondione, iniziamo a procedere a mezzacosta lungo il sentiero, che pian piano ci allontana sempre di più dal passo. Dopo un semplice attraversamento lungo un torrente completamente ricoperto di neve, ci voltiamo alle nostre spalle per ammirare il panorama. La collinetta dove sorge la chiesetta è ora decisamente più lontana, ma da qui si gode di una vista fantastica su tutti i principali pizzi delle Orobie.

Dopo nemmeno 20 minuti di cammino ci troviamo davanti a un bivio: il sentiero principale prosegue a sinistra, inerpicandosi sulle pendici del Monte Sponda Vaga. A destra, un tratto secondario risale comunque parte del monte, ma in maniera decisamente più morbida. Optiamo quindi per la seconda opzione e iniziamo a risalire un sentiero che si fa sempre più stretto, fangoso e leggermente più ripido.

Già dopo il primo tornante è subito evidente la nostra meta: un bello spiazzo erboso con in cima la sagoma del Rifugio Mirtillo.

Ancora l’ultimo sforzo lungo i restanti tornanti e finalmente spianiamo nei pressi della struttura.

Lo spiazzo erboso attorno al rifugio non è immenso, ma si può comunque trovare facilmente posto per stendersi e mangiare qualcosa. Appena sopra la struttura si vede la funivia che, in periodo invernale, porta in quota gli sciatori che partono da Lizzola, mentre tutto attorno si sviluppano vari sentieri:

  • Si può raggiungere il Monte Sponda Vaga
  • Il Monte Cavandola
  • Oppure tornare verso il sentiero “Alta Via delle Grazie” passando per il Lago Spigorel

Decidiamo che questo è un ottimo punto per pranzare e ci sediamo sui prati attorno al rifugio, mangiando quello che ci siamo portati da casa. Prima di ripartire, facciamo comunque tappa nel rifugio per una fetta di torta e un caffè.

Escursione Passo della Manina da Nona e rifugio Mirtillo
Escursione Passo della Manina da Nona e rifugio Mirtillo

Sentiero verso il Lago Spigorel

Dopo una bella pausa, ed essendo ancora relativamente presto, decidiamo di allungare un po’ l’escursione, esplorando l’area attorno al rifugio.

Il punto di interesse migliore dovrebbe essere il Lago Spigorel, segnato come a solo 40 minuti dalla nostra posizione. Decidiamo quindi di metterci in cammino.

Il sentiero, nel suo primo tratto, ricalca una comoda e larga mulattiera a leggera pendenza, che aggira morbido il Monte Sponda Vaga. Facendo questo breve tratto in discesa, abbiamo modo di ammirare meglio il paesaggio tutto attorno, dominato da vastissimi prati, alcune baite in pietra, decine di tane di marmotte e diversi cespugli di mirtilli (in questo periodo senza bacche, purtroppo).

Il sentiero prosegue fino a superare gli impianti di risalita; qui individuiamo un cartello in legno che segnala la presenza del Lago Spigorel. In questa zona non c’è una vera e propria traccia e ci ritroviamo a camminare lungo l’ampissimo spiazzo delle piste da sci di questa zona. Sfruttando una mappa e i frequenti cartelli, capiamo comunque dove andare e, dopo pochi minuti, imbocchiamo nuovamente un classico sentiero.

Qui iniziamo a inerpicarci in una zona rocciosa, guadagnando qualche metro di quota e avvicinandoci sempre di più alle belle pareti verticali della Corna Spigorel, una montagna che supera i 2.000 m di quota e che si ritrova isolata rispetto a tutte le altre, creando un effetto decisamente particolare sul paesaggio.

Conclusa la salita, il sentiero (sempre non numerato) piega leggermente a destra, facendoci scendere in uno stretto vallone chiuso dalla Corna Spigorel e dal Monte Vigna Vaga. Scendendo tra gradoni di roccia, teniamo lo sguardo alto, curiosi di capire quando finalmente vedremo i primi riflessi dello specchio d’acqua. Dopo pochi minuti di discesa, tra rocce e radi abeti, finalmente si vede una bellissima macchia bluastra, stretta tra una sezione di rocce e morbidi prati di un verde acceso. Siamo finalmente giunti al Lago Spigorel.

Volendo toccare l’acqua, continuiamo negli ultimi minuti di discesa: il sentiero si unisce al CAI 309 (“Alta Via delle Grazie”) e, dopo gli ultimissimi tornanti, ci congiunge alle sponde del piccolo laghetto alpino.

La zona è relativamente tranquilla: ci sono alcune sezioni di prato dove alcuni escursionisti stanno riposando e l’intero paesaggio, seppur abbastanza chiuso, viene completamente dominato dai bei riflessi dello specchio d’acqua. Muovendomi sulle sponde del lago, tento qualche scatto, concentrandomi anche sui monti che si vedono in lontananza; alzando lo sguardo, è infatti possibile vedere una piccola sezione del Pizzo Arera da questa posizione.

Trekking Passo della Manina da Nona e lago Spigorel
Trekking Passo della Manina da Nona e lago Spigorel

Ritorno lungo l’Alta Via delle Grazie – Tra marmotte e camosci

A questo punto potremmo compiere l’intera strada a ritroso e raggiungere nuovamente il parcheggio a Nona. Il tracciato principale però propone un’alternativa diversa: percorrendo il sentiero CAI 309 e successivamente il CAI 401, è infatti possibile guadagnare un po’ di quota, tornare alla base del Monte Sponda Vaga e da lì ricongiungersi con il Passo della Manina.

Optiamo per questa opzione e, lasciando alle nostre spalle il laghetto, iniziamo a risalire lungo il tracciato del CAI 309.

Ben presto ci ritroviamo completamente soli: il paesaggio si chiude attorno a noi e i nostri passi sono accompagnati solamente dai costanti fischi delle marmotte che gironzolano tranquille lungo questo versante. La salita è lenta, un po’ perché non voglio spaventarle e un po’ perché cerco di fotografarle (non sempre semplice). Con un rapido movimento tra l’erba scorgiamo anche una sagoma che si allontana da noi in tutta velocità, per poi fermarsi lungo un pendio e osservarci dall’alto: si tratta di un camoscio che evidentemente non ha sentito i nostri passi fino all’ultimo.

Guadagnando quota, il paesaggio migliora molto, con tutte le belle cime rocciose che dominano la vista a nord e la bella forma appuntita ed isolata della Corna Spigorel a sud. Mi fermo più volte tentando qualche foto, complice anche le condizioni meteo che variano rapidamente e il sole che, in momenti alterni, decide di illuminare il paesaggio.

Dopo circa 20 minuti di salita incrociamo il sentiero CAI 401 e qui un cartello che segnala il Passo della Manina, lungo un sentiero classificato come EE. Svoltiamo quindi a sinistra e proseguiamo a mezzacosta per un lungo tratto, attraversando ghiaioni e giocando a cercare di vedere le ultime marmotte.

Ben presto il sentiero curva un po’ a destra e qui iniziano alcuni tratti leggermente più tecnici, con roccette, tratti un minimo esposti e sezioni ripide. Non è nulla di complicato e non sono nemmeno presenti catene o punti molto esposti: si tratta semplicemente di una breve sezione giustamente classificata come EE, che affrontiamo con la giusta calma.

Terminato il tratto maggiormente tecnico, il sentiero spiana e ci ritroviamo in un vasto pianoro erboso che funge da punto di congiunzione di diversi tratti alternativi:

  • Da qui si sale sulla cima del Monte Sponda Vaga
  • Si può tornare verso il Rifugio Mirtillo
  • Proseguendo in direzione nord si torna invece verso il Passo della Manina

Per chiudere definitivamente questo anello continuiamo lungo il 401, con una bella vista sul Pizzo Recastello davanti a noi e, dopo pochi metri, iniziamo un lungo tratto di discesa che permette di ricongiungerci con il sentiero che qualche ora prima abbiamo imboccato per passare dal Passo della Manina al Rifugio Mirtillo.

Per il restante tratto percorriamo a ritroso il sentiero dell’andata.

Trekking Passo della Manina da Nona e lago Spigorel
Trekking Passo della Manina da Nona e lago Spigorel

Consigli fotografici – Trekking Passo della Manina e Rifugio Mirtillo

Vista sul Passo della Manina 📍46°00’44.0″N 10°01’28.6″E

L’area del Passo della Manina può essere sfruttata in molteplici modi dal punto di vista fotografico. Ci si può concentrare sulla chiesetta, sulle belle cime della Valbondione o sulle pareti rocciose della Presolana

Sentiero che porta al Rifugio Mirtillo 📍46°00’34.6″N 10°01’19.1″E

Il primo tratto di sentiero verso il rifugio Mirtillo regala una bella veduta sul Passo della Manina e sulle montagna circostanti

Veduta sul lago Spigorel 📍45°59’47.8″N 10°00’37.6″E

Rimanendo sul sentiero e prima di avvicinarsi troppo allo specchio d’acqua si riesce ad avere una veduta abbastanza ampia del lago Spigorel. Alcuni tratti del sentiero “Alta via delle Grazie” consentono poi di ammirare il lago da una posizione decisamente più rialzata.

Tramonto Passo della Manina
Tramonto Passo della Manina

Galleria fotografica – Escursione Passo della Manina e rifugio Mirtilo da Nona

Tutti gli scatti di questa uscita sono anche visibili in alta risoluzione sulla mia pagina Facebook: Galleria fotografica passo della Manina e rifugio Mirtillo

Conclusioni – Trekking Passo della Manina

Il sentiero è facilmente percorribile sia in discesa che il salita. La strada principale è sempre molto larga, il tratto è pulito (forse anche per il continuo transito di moto e biciclette) e il dislivello è sempre molto leggero.

Raggiungere il passo è un’obiettivo fattibile per chiunque, anche se decidete di percorrere il sentiero con il buio. La vista finale ripaga sicuramente la fatica fatta, soprattutto se decidete di fermarvi anche per il tramonto.

Acqua lungo il sentiero

L’unica fontana di tutta l’escursione si trova nel paese di Nona

Ti consiglio di utilizzare questa applicazione per visualizzare rapidamente tutte le fontanelle attorno alla tua posizione: Recensione Mapy.cz – La migliore App per il trekking (stefanopoma.it)

Periodo consigliato

  • Primavera: ⚠️Attenzione a ghiaccio e neve
  • Estate:
  • Autunno: ⚠️Attenzione a ghiaccio e neve
  • Inverno: ⛔

Link e riferimenti utili

Valutazione

Voto3.5/5
Segnaletica4/5
Difficoltà1/5
Paesaggio4/5
Trekking Passo della Manina da Nona e lago Spigorel
Trekking Passo della Manina da Nona e lago Spigorel

Q&A Trekking Passo della Manina e rifugio Mirtillo

Webcam Passo della Manina

Non è presente una webcam sul passo, ma ne sono state piazzate due a meno di 2 km dalla chiesetta:

  • Webcam 2 a LizzolaLink
  • Webcam 2 a LizzolaLink

Questa è invece la posizione geolocalizzata su InstagramLink

Se trovate post o storie recenti avrete un quadro maggiormente chiaro sulle condizioni meteo.

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