Nel corso degli ultimi anni, da Carona hanno avuto inizio innumerevoli miei trekking nelle Orobie Bergamasche, molti dei quali sono stati anche raccontati su queste pagine tramite articoli o video YouTube. Tra questi trovi:
- Trekking al rifugio fratelli Calvi Estivo: Escursione al Rifugio Fratelli Calvi – Sentiero estivo
- Trekking al rifugio fratelli Calvi Invernale: Escursione invernale al Rifugio Fratelli Calvi – CAI 210
- Trekking al laghi Gemelli: Rifugio Laghi GEMELLI da Carona (val Brembana) – Uscita Fotografica [ X-T3 4K ]
Oggi torniamo nuovamente qui per compiere un’escursione nuova: il trekking al Rifugio Fratelli Longo e, successivamente, al Lago del Diavolo. A questo si potrebbe poi aggiungere un ulteriore tratto lungo il Passo Selletta, così da chiudere un anello che porterebbe fino al Rifugio Fratelli Calvi. Oggi, però, non abbiamo molto tempo, quindi l’idea è quella di compiere l’escursione in versione lineare e tornare lungo la stessa strada dell’andata.
Le montagne di quest’area le conosco già bene e le ho esplorate molto, ma è comunque sempre stimolante affrontare un percorso nuovo, anche se il paesaggio circostante risulta piuttosto familiare. Non escludo, comunque**, che questo nuovo sentiero possa stupirci** con scorci inediti e particolari.

Sommario: Trekking Rifugio Fratelli Longo e lago del Diavolo
- Sommario: Trekking Rifugio Fratelli Longo e lago del Diavolo
- Descrizione Breve dell’escursione al Rifugio Fratelli Longo e Lago del Diavolo
- Dati tecnici – Trekking Rifugio Fratelli Longo e lago del Diavolo
- Mappa del sentiero per il Rifugio Fratelli Longo e Lago del Diavolo
- Dove parcheggiare a Carona – Gratta e sosta
- Salita verso il borgo di Pagliari e la cascata di Val Sambuzza
- La conca del Lago del Prato
- Salita verso il rifugio Fratelli Longo
- Lago del del Diavolo e la diga
- Discesa lungo un percorso alternativo tra prati e tane di marmotte
- Consigli fotografici – Giro ad anello Rifugio Fratelli Longo e lago del Diavolo
- Galleria fotografica – Trekking Rifugio Fratelli Longo e lago del Diavolo
- Conclusioni e consigli – Rifugio Fratelli Longo e lago del Diavolo
- Periodo consigliato
- Link e riferimenti utili – Val Sedornia
- Webcam in Val Grande a Vezza d'Oglio
- Q&A – Escursione in Val Grande al rifugio Saverio Occhi
- Apprezzi il mio lavoro e vuoi supportarmi?
- Dove seguirmi? Vuoi restare aggiornato?
Descrizione Breve dell’escursione al Rifugio Fratelli Longo e Lago del Diavolo
PerIl trekking al Rifugio Fratelli Longo e al Lago del Diavolo parte da Carona, in Alta Val Brembana, e attraversa il borgo di Pagliari, il Lago del Prato e panoramici tratti ai piedi del Monte Aga. L’itinerario proposto prevede una variante di rientro lungo i sentieri CAI 258 e CAI 208, con alcuni passaggi più stretti e leggermente esposti.
Per raggiungere il Rifugio Fratelli Longo bisogna lasciare l’auto a Carona, dove è possibile parcheggiare acquistando l’apposito gratta e sosta. I parcheggi più comodi per questa escursione sono quelli situati al limite del paese, lungo via PAgliari. In alternativa, se non si trova posto, si può scendere lungo via Lungo Lago e lasciare l’auto lì.
Il trekking inizia immediatamente in salita, guadagnando metri di dislivello fino a raggiungere l’imbocco del sentiero CAI 210. Qui diversi cartelli indicano i principali sentieri della zona. Proseguendo lungo una strada molto larga e dalla pendenza moderata, si arriva nel giro di pochi minuti al caratteristico borgo di Pagliari, con le sue particolari baite in pietra.
Da qui si continua dritti, ignorando il sentiero con indicazione per il Rifugio Fratelli Calvi e proseguendo sulla comoda mulattiera. Il sentiero CAI 210 guadagna gradualmente quota, fino a raggiungere il bel tornante dove si può osservare l’immensa cascata della Val Sambuzza.
Proseguendo all’ombra del bosco, si continua a salire lungo alcuni morbidi tornanti, superando alcune baite diroccate e proseguendo a mezza costa lungo il versante della montagna. Dopo un tratto piuttosto monotono, sulla sinistra si individua un cartello con la deviazione per il Rifugio Fratelli Longo: questa è la strada da imboccare per raggiungere direttamente il rifugio.
In alternativa, si può mantenere la mulattiera e svoltare a destra. In questo modo, allungando il sentiero di qualche decina di minuti, si avrà la possibilità di raggiungere la vasta area prativa dove sorge il piccolo Lago del Prato, una zona particolarmente scenografica per via della vista sul Pizzo Torretta.
Da qui cambiamo sentiero: si svolta a sinistra e si imbocca il CAI 224, che con una serie di tornanti porta fino a circa 1.800 metri di quota. Qui inizia un lungo tratto estremamente scenografico, essenzialmente a mezza costa o con dislivello minimo, che permette di ammirare costantemente la bella cima appuntita del Monte Aga.
Continuando a salire, si raggiungono circa 2.000 metri di quota e compare in vista la struttura del Rifugio Fratelli Longo. Qui ci si può fermare per un picnic o per mangiare qualcosa. Proseguendo invece lungo lo stesso sentiero, servono un’altra ventina di minuti per raggiungere le Pozze dell’Archinello e, successivamente, la bella diga che chiude a sud il Lago del Diavolo.
È ora possibile percorrere a piedi la diga e, volendo, proseguire lungo il sentiero che conduce al Passo Selletta. In alternativa, ci si può fermare sulle sponde del lago, tra scogliere e affioramenti rocciosi, per godersi la vista e fare un picnic.
Da qui inizia il sentiero di discesa, che ripercorre inizialmente il tratto fino al Rifugio Fratelli Longo. Qui si può scegliere di deviare a sinistra lungo il sentiero CAI 258, che inizia a scendere attraversando il vallone già superato in precedenza. Seguendo a tratti il torrente e attraversando alcune aree prative, il CAI 258 si porta poi nei pressi di una zona piuttosto ripida.
Il tracciato si fa più stretto e, tramite alcune catene e alcuni punti leggermente esposti, supera la sezione più rocciosa. Si torna quindi a scendere lungo il fondovalle, costeggiando il torrente, fino a individuare sulla destra una deviazione per imboccare il sentiero CAI 208. Questo torna indietro costeggiando il torrente e porta nei pressi del piccolo Laghetto di Cava Sabbia.
Da qui si prosegue praticamente in piano, alcune centinaia di metri più in basso rispetto alla strada percorsa durante l’andata, e presto ci si ricongiunge con il sentiero CAI 224, poco sopra il Lago del Prato. Da questo punto in poi, il rientro ricalca esattamente il percorso della salita, passando quindi per la cascata, il borgo di Pagliari e, infine, raggiungendo nuovamente il parcheggio di Carona.

Dati tecnici – Trekking Rifugio Fratelli Longo e lago del Diavolo
| Difficoltà | E – Escursionistico con breve tratto più tecnico sul CAI 258 |
| Durata | 6:00 (A/R) |
| Anello | Sì |
| Distanza | 16 Km |
| Dislivello | 1.050 m |
| Sentieri | CAI 210 CAI 224 CAI 258 CAI 208 |
| Tipologia | Trekking |
| Data | 30/08/2026 |
Mappa del sentiero per il Rifugio Fratelli Longo e Lago del Diavolo
Mappa dell’escursione: Trekking Rifugio Fratelli Longo e lago del Diavolo
Questo articolo nasce con l’intento di ispirare e informare. I luoghi che racconto sono ambienti alpini delicati, che meritano attenzione e rispetto.
Prima di metterti in cammino, ti invito a:
- 🌤️ Verificare le condizioni meteo, lo stato dei sentieri e la possibile presenza di neve o ghiaccio.
- 🗺️ Informarti presso fonti ufficiali come uffici turistici, guide alpine, rifugi o il sito del CAI.
- 🧗 Valutare con onestà se il percorso è adatto al tuo livello di allenamento e di esperienza in ambiente montano.
📍 La traccia GPX e i dati tecnici che condivido sono strumenti utili, ma non sostituiscono il buon senso, l’attenzione e la preparazione.
⚠️ Se puoi, evita i periodi di massimo afflusso: le giornate feriali o le stagioni meno frequentate offrono un’esperienza più autentica e riducono la pressione sull’ambiente.
💚 Infine, ricorda che ogni nostra presenza lascia un segno. Cammina con leggerezza:
- resta sul sentiero,
- non lasciare rifiuti,
- non disturbare la fauna,
- e se puoi… porta via anche ciò che altri hanno dimenticato.

Dove parcheggiare a Carona – Gratta e sosta
Partiamo relativamente presto questa mattina, considerando il tempo complessivo necessario per questa escursione, e puntiamo il navigatore verso il piccolo borgo di Carona.
Appena entrati in paese si individuano subito alcuni parcheggi, ma la cosa fondamentale è fermarsi presso un esercizio locale per acquistare il classico “gratta e sosta”, che nel 2026 costa ancora 3 euro.
Contrariamente ad altri paesi della Val Brembana e della Val Seriana, non mi pare di aver trovato alcun sistema di pagamento automatico per i parcheggi: l’unica modalità è quindi acquistare il tagliandino fisico, pagando solamente in contanti.
Ci fermiamo presso il Bar La Piazzetta, proprio al centro del paese. Qui acquistiamo il tagliando e ne approfittiamo anche per mangiare una brioches e bere un cappuccino prima di metterci in cammino.
Fortunatamente oggi non sembrano esserci troppe persone e la maggior parte dei parcheggi è completamente libera. Abbiamo quindi modo di proseguire oltre e lasciare l’auto nei pressi dell’imbocco del sentiero, lungo via Pagliari.

Salita verso il borgo di Pagliari e la cascata di Val Sambuzza
Scesi dall’auto, indossiamo scarponi e zaino e siamo pronti per metterci in cammino. Visto l’orario, la zona non è ancora completamente colpita dai primi raggi del sole e questo, fortunatamente, crea un piacevole senso di freschezza, davvero molto apprezzato in questi giorni. Sono però consapevole che, nel giro di poche ore, il sole sarà già alto e la temperatura salirà notevolmente.
Iniziamo quindi a risalire lungo la strada carrabile che porta all’imbocco del sentiero CAI 210. Qui si trova un’ampia bacheca con la mappa della zona, nella quale sono evidenziati tutti i principali percorsi che si possono compiere. Scorrendo con il dito, vediamo subito il Rifugio Fratelli Calvi, già visitato diverse volte, e poco più a nord il Rifugio Fratelli Longo, meta della nostra escursione di oggi.
Il sentiero si mantiene all’ombra di un fitto bosco di abeti e latifoglie e inizia a risalire dolcemente lungo la strada. Nel giro di meno di dieci minuti ci troviamo in vista del bel borgo alpino di Pagliari, che con le sue casette in pietra è sempre estremamente scenografico. Qui si trovano anche un piccolo bar, oggi aperto, e due fontanelle, utili per chi volesse riempire le borracce.
Andando oltre, si individuano sulla destra le deviazioni per il sentiero estivo che porta al Rifugio Fratelli Calvi, oltre a diverse aree prative attorno al Brembo, dove alcune persone stanno già facendo un picnic. Effettivamente, visto il caldo di questi giorni, non sarebbe male fare un bagno nel fiume, ma siamo soltanto all’inizio della nostra escursione e dobbiamo proseguire.
Continuando a salire, in un’area leggermente più ripida, arriviamo nei pressi della bella Cascata della Val Sambuzza, che oggi, viste le numerose piogge dei giorni precedenti, è particolarmente piena. I suoi schizzi invadono completamente la carreggiata, bagnando chiunque provi ad attraversarla. Non mi era mai capitato di vederla così carica d’acqua, quindi decido di fermarmi per provare qualche scatto, bagnandomi anche un po’.

La conca del Lago del Prato
Da questo punto in poi inizia quello che, secondo me, è probabilmente il tratto più monotono del sentiero CAI 210, già percorso diverse volte sia in salita sia in discesa e che ho sempre percepito come piuttosto noioso. Si risale infatti lungo morbidi tornanti all’interno di un fitto bosco, dove la visuale verso il paesaggio esterno è quasi sempre molto limitata, salvo qualche raro scorcio sul fiume Brembo sottostante e su alcune cime lungo l’altro versante della valle.
Senza particolari spunti paesaggistici, continuiamo quindi la nostra salita fino a trovarci davanti a un cartello che, sinceramente, non avevo mai notato. Qui viene indicato, sulla sinistra, il Rifugio Fratelli Longo. Si tratta di un tracciato alternativo e più diretto, che porta rapidamente verso il sentiero CAI 224, il quale si collega poi al rifugio.
Conoscendo già un po’ la zona, preferisco però continuare lungo il 210, così da poter raggiungere nel giro di una decina di minuti il piccolo spiazzo erboso dove sorge il Lago del Prato. Aggiungendo quindi circa 10-15 minuti all’intera escursione, manteniamo la morbida salita fino a ritrovarci in un’area più aperta, dove tra i prati scorgiamo il piccolo specchio d’acqua.
Dal ponticello che supera il fiume, qui è particolarmente bello osservare le montagne lungo l’altro versante della valle, dominate dalla cima appuntita del Pizzo Torretta.
Staccandoci ora dai sentieri che già conosco, deviamo sulla sinistra lungo il tracciato CAI 224, che tramite numerosi cartelli segnala anche qui il Rifugio Fratelli Longo. La strada si mantiene larga e, con un paio di tornanti, ci ritroviamo a guadagnare un centinaio di metri di quota.

Salita verso il rifugio Fratelli Longo
Superata una piccola collinetta boscosa che delimita la vallata verso il Rifugio Fratelli Calvi e la diga di Fregabolgia, ci troviamo di fatto lungo una vallata parallela che non avevo mai visto. Guardando in lontananza si scorge il lento scorrere di un torrente e, poco oltre, il riflesso di un piccolissimo specchio d’acqua che non avevo mai notato, ma che sulle mappe è segnato come Cava Sabbia.
Davanti a noi si apre poi una bella veduta sulla cima aguzza del Monte Aga, con i suoi 2.720 metri di quota. La leggera foschia che vedevamo a inizio escursione sembra ormai essere scomparsa quasi del tutto e il paesaggio si carica di un piacevolissimo verde acceso, complice anche la pioggia caduta nei giorni scorsi.
Camminando lungo il sentiero troviamo vari rigoli d’acqua e piccoli torrenti che sono particolarmente pieni e che tendono a invadere la carreggiata, creando piccole cascatelle e pozzanghere Il sole è ormai alto e la temperatura percepita sale. Sfruttiamo quindi questi piccoli attraversamenti dei corsi d’acqua per rinfrescarci un po’ il collo o la fronte.
Dopo venti minuti di cammino comunque abbiamo ormai guadagnato buona parte della quota e siamo in dirittura d’arrivo verso il rifugio.
Mantenendo un buon passo ci portiamo a 2.000 metri di quota e proprio davanti a noi, lungo il sentiero, scorgiamo la sagoma bianca del Rifugio Fratelli Longo. Qui si trovano diversi tavoli esterni, dove alcuni escursionisti stanno già mangiando, e alcuni spazi in cui sono parcheggiate le auto che gestiscono il servizio navetta. Tutto il percorso affrontato fino a questo punto può essere infatti percorso con auto 4×4 dotate di apposito permesso oppure con i mezzi gestiti dal rifugio stesso.
Giunti davanti alla struttura decidiamo di non mangiare subito, ma di fermarci comunque per qualche minuto, al di fuori dell’area recintata dove sorgono i tavoli. Qui osservarviamo dall’alto la vallata appena percorsa, anche questa sempre dominata dalla bella vista sul Pizzo Torretta.

Lago del del Diavolo e la diga
Apriamo una mappa e vediamo che la distanza dal bacino del Lago del Diavolo è davvero minima: ci mancano solamente 100 metri di dislivello. Decidiamo quindi di proseguire lungo il sentiero, che da questo punto in avanti si fa decisamente più impervio e sconnesso, iniziando a salire in direzione della diga.
Camminando lungo un tracciato sempre più ripido, raggiungiamo una zona prativa dove sorgono due piccole pozze collegate tra loro, chiamate Pozze dell’Archinello. Qui deviamo a destra su un tratto che, da ora in poi, assume le caratteristiche di un classico sentiero di montagna e che, spostandosi verso la diga, inizia a risalire a zigzag lungo l’ultimo versante della montagna.
Sudando forse un po’ troppo, anche per via del caldo, sbuchiamo infine nei pressi della diga, dove sorgono alcune strutture. Davanti a noi si apre l’ampia vista sul bel Lago del Diavolo.
Il livello dell’acqua, purtroppo, oggi non è particolarmente alto e si nota come, in altri periodi, potrebbe salire di diversi metri rispetto a quello che vediamo ora. Quello che più cattura l’occhio, però, è il colore verdastro del lago e le cime rocciose che lo circondano lungo le sue sponde, dominate dal Monte Aga, con i suoi 2.720 metri, e dal Pizzo di Cigola, a 2.632 metri.
Il sentiero, essenzialmente, termina qui e non è possibile aggirare il lago o spostarsi sulle altre sponde, visto il terreno particolarmente impervio e roccioso di questa zona. Decidiamo quindi di portarci sopra la diga per osservare il proseguimento del tracciato e i diversi escursionisti che da qui stanno salendo verso il Passo Selletta, a 2.372 metri.
Questo itinerario consentirebbe di guadagnare ulteriore quota e poi ridiscendere lungo il vallone che porta al Rifugio Fratelli Calvi e al Lago di Fregabolgia, creando così un bell’anello complessivo che collega i due rifugi. Purtroppo oggi non abbiamo molto tempo e questa variante richiederebbe ancora diverse ore.
Decidiamo quindi di fermarci qui per pranzo, ridiscendendo leggermente verso la costa e seguendo alcune aree non particolarmente ripide, dove si trovano anche alcuni spazi erbosi. Ci sediamo quindi nei pressi del lago, con le belle montagne davanti a noi, e ci riposiamo mangiando qualcosa.

Discesa lungo un percorso alternativo tra prati e tane di marmotte
Dopo una breve pausa, decidiamo di riprendere il cammino scegliendo un tracciato alternativo, così da poter ammirare meglio alcune delle zone che abbiamo soltanto sfiorato durante l’andata. Iniziamo a scendere lungo il sentiero appena percorso, deviando leggermente a destra per osservare meglio le due piccole Pozze dell’Archinello. Nel giro di dieci minuti siamo nuovamente alla struttura del Rifugio Fratelli Longo.
Qui ci fermiamo una decina di minuti per un caffè e una torta, rimanendo seduti ai tavoli esterni con davanti agli occhi la bella vista sulla vallata appena percorsa. Da qui è molto evidente un tracciato alternativo rispetto a quello più facile affrontato durante l’andata, che scende ripido lungo il torrente della zona e si dirige verso il piccolo Laghetto di Cava Sabbia. Guardando la mappa, notiamo che questa alternativa richiede soltanto 20-30 minuti in più sull’escursione complessiva. Decidiamo quindi di optare per questa seconda opzione.
Poco oltre il recinto del rifugio individuiamo il tracciato, che inizia a scendere mantenendosi stretto lungo la conca scavata dal torrente e perdendo rapidamente molti metri di quota. In breve, seguendo il sentiero CAI 258, ci troviamo in un vasto pianoro erboso proprio a ridosso di un piccolo ruscello. Qui, tra grossi massi erratici e piccoli arbusti, individuiamo diverse tane di marmotte e distinguiamo il loro caratteristico fischio.
Rallentiamo un po’ il passo e tiriamo fuori il binocolo con l’obiettivo è vederne qualcuna. Dopo pochi minuti, eccole spuntare tra i massi, mentre iniziano a osservarci da lontano.
Superato questo breve tratto pianeggiante, il sentiero prosegue nella sua discesa portandoci proprio a ridosso del Laghetto di Cava Sabbia. Siamo davvero vicinissimi, ma qui il terreno è particolarmente roccioso e ripido. Il sentiero non devia direttamente verso lo specchio d’acqua, ma gira piuttosto a sinistra, affrontando la discesa in maniera più morbida e allontanandosi di alcune centinaia di metri.
Si tratta probabilmente del tratto più impegnativo dell’intera escursione, con diversi passaggi stretti su roccia in alcuni punti leggermente esposti, dove sono state posizionate catene e cavi metallici per aiutarsi. Non si tratta di nulla di particolarmente complicato o impegnativo, ma vi segnalo la cosa e vi invito alla massima attenzione.

Dopo un paio di attraversamenti di questo tipo e dopo aver superato un ponticello in legno sospeso nel vuoto, il sentiero prosegue più dolcemente all’interno del bosco, avvicinandosi sempre di più a un torrente. Presto il sentiero CAI 258 si congiunge con il CAI 208 e noi pieghiamo a destra.
Da questo punto in poi, il sentiero si trasforma nuovamente in un’ampia strada battuta e prosegue dolcemente seguendo il corso d’acqua. Qui individuiamo diverse aree prative, pozze e cascatelle generate dall’affluente del Brembo: sembra un’area davvero perfetta per i picnic. Siamo però già nel primo pomeriggio e oggi non abbiamo assolutamente tempo, quindi non ci fermiamo e decidiamo di accelerare il passo.
In una decina di minuti ci troviamo nei pressi di una baita e, poco dopo, scorgiamo il piccolo Laghetto di Cava Sabbia. Qui alcuni escursionisti stanno riposando lungo le sue sponde e mangiando qualcosa. Anche quest’area ombrosa sembra perfetta per rinfrescarsi un po’ in una giornata come questa.
Proseguendo lungo il sentiero, ci troviamo davanti a una veduta diversa sulla vallata appena percorsa. Tutte le montagne che prima vedevamo dall’alto ora si mostrano dal basso, con il rado bosco e i versanti verdi e rigogliosi che vengono tagliati in due dai numerosi corsi d’acqua, oggi particolarmente pieni.
Proseguendo sulla strada continuiamo a costeggiare il torrente, che ci porta in una vasta radura. Qui continuiamo a sentire i versi delle marmotte e, ogni tanto, scorgiamo qualche piccolo movimento tra l’erba. Nel giro di un minuto raggiungiamo nuovamente l’incrocio con il sentiero CAI 224, che si staccava poco prima del Lago del Prato. Ci siamo quindi ricongiunti con la stessa strada dell’andata.
Da questo punto in poi non facciamo altro che ripercorrere a ritroso il tracciato del sentiero CAI 210, incrociando nuovamente la Cascata della Val Sambuzza, il piccolo borgo di Pagliari e, successivamente, il paese di Carona.
Ovviamente, in quest’area esistono diversi tratti alternativi che permettono di evitare di percorrere la strada battuta. Potenzialmente si potrebbe deviare per imboccare il rientro lungo il sentiero estivo per il Rifugio Fratelli Calvi, il CAI 247. In alternativa, si potrebbe pensare di rimanere più in quota, ricongiungendosi con la strada proprio nei pressi della Cascata della Val Sambuzza.
In sostanza, le possibilità sono diverse, ma per una questione di tempo noi abbiamo deciso di seguire la strada più diretta e veloce.

Consigli fotografici – Giro ad anello Rifugio Fratelli Longo e lago del Diavolo
Gli scorci fotografici lungo questo trekking sono molteplici e vi invito caldamente a scoprirli da soli. Di seguito trovate una breve lista dei passaggi che più mi hanno catturato: non è assolutamente esaustiva.
Cascata della Val Sambuzza
A seconda delle piogge e del periodo dell’anno, questa cascata può essere più o meno ricca d’acqua, creando uno scenario particolarmente suggestivo nelle situazioni più favorevoli.
Lago del Prato
L’area attorno al Lago del Prato è uno dei primi scorci più ampi sulla vallata. Dal punto di vista fotografico è difficile coglierlo rimanendo in basso, ma salendo sui sentieri circostanti è possibile riprendere lo specchio d’acqua dall’alto e includere nell’inquadratura anche tutte le montagne alle sue spalle.
Sentiero CAI 224
Tutta la salita lungo il sentiero CAI 224 verso il Rifugio Fratelli Longo regala una visuale ampia e particolare sulla vallata. Si può cogliere il piccolo specchio d’acqua di Cava Sabbia, osservare le montagne appena dietro il rifugio oppure fotografare i vari rigoli d’acqua che scendono un po’ ovunque. In questa zona, insomma, le possibilità compositive sono davvero varie.
Lago del Diavolo e diga
La diga del Lago del Diavolo è senza dubbio il punto migliore per immortalare lo specchio d’acqua nella sua interezza, includendo anche i pizzi rocciosi che lo circondano. In questo utilizzare una lente grandangolare è quasi obbligatorio per riuscire a comprendere tutta la scena nell’inquadratura.

Galleria fotografica – Trekking Rifugio Fratelli Longo e lago del Diavolo
Tutti gli scatti di questa uscita sono anche visibili in alta risoluzione sulla mia pagina Facebook: ****Trekking Rifugio Fratelli Longo e lago del Diavolo
Conclusioni e consigli – Rifugio Fratelli Longo e lago del Diavolo
Il sentiero proposto per raggiungere il Rifugio Fratelli Longo non presenta difficoltà particolari, ma si tratta di un tracciato abbastanza lungo e con un dislivello assolutamente non trascurabile: parliamo di oltre 1.000 metri di dislivello. Il percorso si sviluppa principalmente su strade bianche, battute o sterrate, potenzialmente percorribili anche dalle jeep che offrono un servizio navetta fino al rifugio.
L’opzione proposta in questo articolo prevede un giro ad anello, che consente di osservare meglio il paesaggio circostante, ma aggiunge anche alcuni tratti di sentiero leggermente esposti e più tecnici. Se non ve la sentite, potete ovviamente eliminare questa parte dell’anello e tornare lungo lo stesso tracciato dell’andata.
Quest’area della Val Brembana si presta bene anche alle escursioni in famiglia, grazie alla presenza di diverse aree prative, spazi per picnic e tavoli. Non ci sono però rifugi molto più vicini rispetto al Rifugio Fratelli Longo e al Rifugio Fratelli Calvi: per raggiungere una struttura sarà quindi comunque necessario percorrere buona parte dei chilometri e del dislivello descritti in questa escursione.
Qualora voleste ridurre o semplificare l’itinerario, è possibile fermarsi prima, magari sulle sponde del Lago Cava Sabbia o lungo le diverse aree prative che si trovano attorno al corso del Brembo. In questo modo si può evitare di arrivare al rifugio, ridurre il dislivello complessivo e rendere l’escursione più semplice.
Acqua lungo il sentiero
Ci sono diverse fontanelle lungo il sentiero:
- Fontanella borgo di Pagliari: 📍46°01’33.3″N 9°48’16.7″E
- Fontanella rifugio Fratelli Longo (non potabile): 📍46°02’23.9″N 9°51’42.5″E
Ti consiglio di utilizzare questa applicazione per visualizzare rapidamente tutte le fontanelle attorno alla tua posizione: Recensione Mapy.cz – La migliore App per il trekking (stefanopoma.it)

Periodo consigliato
- Primavera: ⚠️Attenzione alla presenza di ghiaccio e neve
- Estate: ✅
- Autunno: ⚠️Attenzione alla presenza di ghiaccio e neve
- Inverno:⚠️Attenzione alla presenza della neve, molti sentieri rimangono percorribili ma vanno valutate con attenzioni le condizioni del manto nevoso
Link e riferimenti utili – Val Sedornia
- Rifugio Fratelli Longo: Rifugio F.lli Longo – Cibo, fauna e natura.
- Ufficio turistico Carona: Carona Turismo : Home
- Ufficio turistico Branzi: Home – Pro Loco Branzi
- VistBrembo: Itinerari – VisitBrembo – Portale ufficiale della Val Brembana
PRO e COTRO e Valutazione
👍Pro:
- Paesaggio vario e suggestivo
- Presenza di un rifugio dove poter mangiare
👎Contro:
- Alcune sezioni monotone nel bosco
- Quasi tutto il sentiero si sviluppa su una strada battuta
Webcam in Val Grande a Vezza d’Oglio
Ci sono diverse webcam visino al rifugio Fratelli Longo:
- Rifugio Fratelli Longo: Webcam rifugi | Cai Bergamo
- Rifugio Fratelli Calvi: Webcam rifugi | Cai Bergamo
- Carona: Webcam Carona Carisole – Val Brembana Web
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Alcune delle foto che vedi in questo articolo sono state scattate e post-prodotte da @stefanodosselli (pagina Instagram).
